NELLA battaglia dei vigneti adesso scende in campo il Pd: «Ascoltate le aziende». Il Piano paesaggistico della Regione, 3 mila pagine oggetto della rivolta dei produttori di vino, diventa adesso una questione politica. «C'è uno 'SbloccaToscana' da realizzare ogni giorno» dice il segretario regionale dem Dario Parrini schierandosi di fatto a fianco delle imprese vitivinicole che si preparano, attraverso i consorzi, a presentare osservazioni e richieste di modifica. Il presidente Rossi intanto fa sapere: «Siamo pronti a cambiare». BATTAGLIA sui vigneti, stavolta scende campo anche il Pd. E il Piano paesaggistico, il papiro di 3 mila pagine oggetto della rivolta dei produttori di vino, invade d'un colpo la ribalta politica. «C'è uno 'Sblocca-Toscana' da realizzare ogni giorno. Quando le aziende manifestano dei timori, la risposta giusta non è salire in cattedra ma scendere nel concreto. E se all'interno di un piano che contiene progressi di non poco conto, si riveleranno necessari dei cambiamenti, questi andranno fatti senza indugi», dice il segretario regionale dem Dario Parrini. Schierandosi di fatto a fianco delle imprese vitivinicole che si preparano, attraverso i consorzi, a presentare osservazioni e richieste di modifica. Il tempo delle 'obiezioni' sta del resto per scadere: tutte le osservazioni vanno presentate entro la fine mese. Ma il governatore Enrico Rossi prende le difese del testo adottato: «E' vero che nel Piano abbiamo segnalato le criticità e fatto raccomandazioni rispetto a possibili rischi idrogeologici in presenza di un indiscriminato rischio intensivo. Ma non c'è alcun vincolo né divieto, solo raccomandazioni». Qualcosa di diverso dalle richieste delle imprese rappresentate dal responsabile agricoltura Gianni Salvadori e dal Pd. Qualcosa che richiama invece il sì allo sviluppo a certe condizioni della titolare dell'urbanistica Anna Marson. Nessuna contrapposizione frontale, promette però Rossi: «Apriremo presto un confronto con gli imprenditori e anche con la commissione che si occupa del Piano. Attendiamo le proposte degli agricoltori e sono sicuro che troveremo un giusto punto di equilibrio». La stessa cosa che chiede il segretario Pd: «Bisogna ascoltare al massimo tutti, mondo dell'impresa in primo luogo, con sano pragmatismo». Quanto agli eventuali cambiamenti, dice Parrini, «sono sicuro che giunta e consiglieri dem si muoveranno in questa direzione. Non ci sono derby ideologici da combattere ma energie da liberare. Per la Toscana attrarre e promuovere investimenti che creano posti di lavoro, essere un territorio in cui investire è più facile e più veloce, rappresenta non solo un obiettivo ma un'ossessione. Nessuno ha in testa forzature dirigistiche», sostiene il segretario. Che non ce l'ha col governatore: «Rossi ha già compiuto scelte importanti ed è intenzionato a rendere la Toscana un'eccellenza. La nostra aspirazione è diventare un modello nazionale di 'snellimento intelligente': la Toscana deve essere protagonista di una rivoluzione di principio: si mettono vincoli nella misura minima necessaria e non nella misura massima immaginabile». (m. v.) RIPRODUZIONE RISERVATA UN PIANO DA TREMILA PAGINE La reazione dei produttori al piano del paesaggio ha provocato una discussione anche nel Pd. Il governatore Rossi dice: pronti al confronto. Sotto Luca Brunelli presidente toscano Cia IL DI BAT TITO 30 agosto 2014 sez.