LA STORIA si è "dimenticata" di Leri Cavour, la grangia in provincia di Vercelli tanto amata da Camillo Benso ma abbandonata da tutti, ormai da anni. Così il piccolo borgo antico immerso nelle risaie, e usato dal Conte come residenza estiva e come modello di agricoltura e di irrigazione delle coltivazioni vercellesi, ora si è trasformato in un paese fantasma che va in rovina giorno dopo giorno. Nessuno frequenta da anni la scuola dedicata al padre dell'Unità d'Italia, nessuno vive più tra le mura di quelle case che una volta ospitavano i contadini. Tutto è in mano ai vandali che hanno portato via ogni cosa: camini, piastrelle, persino i gradini che conducevano ai piani della residenza estiva di Cavour. Quel che resta, invece, viene usato come un fortino dagli amanti del soft air, le guerre simulate con le pistole ad aria compressa e divise militari. Un borgo senza speranza, Leri, tanto che anche la Soprintendenza, sui cartelli che descrivono la casa, la definiscono "abbandonata". Eppure la grangia della frazione di Trino che risale all'Undicesimo secolo, quando i frati cistercensi bonificarono il territorio per permettere la coltivazione del riso e che poi divenne della famiglia Cavour e prima ancora di Napoleone, ha una grande storia alle spalle. Passata di mano in mano, solo nel 2007 è stata venduta per mille euro al comune di Trino nella speranza di una riqualificazione, dopo il fallimento della vendita del terreno per la costruzione di impianti fotovoltaici da parte di Enel Green Power e l'abbandono, da parte di Enel, in seguito alla dismissione della centrale elettrica "Galileo Ferraris" di cui ormai restano solo le torri sullo sfondo di Leri. Non solo. Per il Borgo si era pensato anche ad un museo dell'agricoltura dedicato proprio a Cavour, che a Leri viene definito come "l'agricoltore di qui". Una scomoda eredità, quella di Leri. Tanto che neanche i fondi usati per i 150 anni dell'Unità d'Italia, peraltro limitati a 420mila euro, sono serviti per riportare all'antico splendore la grangia cavouriana. «È una situazione disperata allarga le braccia Alessandro Portinaro, sindaco di Trino Del borgo sono rimasti sono i pannelli che ne descrivono il recupero. Ma di soldi, dopo la prima fase che ci ha permesso di sistemare la facciata della residenza di Camillo Benso, non ne sono più arrivati. E per sistemare l'intero paese ci vorrebbero almeno 8 milioni di euro. Una spesa che non ci possiamo permettere. Senza contare che nel borgo può entrare chiunque, non c'è controllo. Non possiamo mettere nemmeno le telecamere perché non c'è linea elettrica». E la situazione è destinata a peggiorare visto che Leri non rientra, e sembra non rientrerà mai, nemmeno nei progetti dei percorsi cavouriani. «I finanziamenti arrivati - spiega Nerio Nesi, presidente della Fondazione Cavour - servono per sistemare il castello di Santena dove si trova la tomba del Conte. Leri, che ho visitato due volte, non rientra nei nostri progetti né ora né in futuro ». Così una delle grangie più antiche del Vercellese, sicuramente la più carica di simboli, è destinata a sparire. E con lei un pezzo di storia d'Italia.