«La correggo subito.Non è un decreto, ma una legge, quella a cui lei si riferisce». L'articolo 32 della legge numero 3 del 16 gennaio 2003. Che, sotto recita: «Il Circolo. ha sede in Roma ed è, a tutti gli effetti, inserito nell'ambito degli uffici di organizzazione del Ministero della Difesa». Vuol dire che non siete più un'associazione privatama una sede di rappresentanza del Ministero? «Se lei legge il comma 4 vedrà che si parla di rappresentanza ma anche di attività sociali del Circolo.» Cioè le feste, i banchetti per i soci e le loro famiglie? «Noi siamo nati, con un decreto reale del 1934, per fornite agli Ufficiali delle Forze armate italiane, e preciso, non soltanto l'Esercito,ma anche la Marina, l'Aviazione, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, un luogo gradevole dove riunirsi per svolgere attività culturali e sociali in genereIl mio primo dovere è di assistere i 42.000 soci in tutte le loro esigenze di incontri familiari amicali celebrativi di speciali ricorrenze La concessione di alcuni locali di Palazzo Barberini al Circolo era inizialmente di dodici anni, poi è stata rinnovata» Ma ora, in questo articolo 32, la sede del Circolo è indicata genericamente, si parla di Roma, non di Palazzo Barberini «Le ripeto che, fino a quando non sarà emanato il regolamento d'attuazione, le cose restano come sono. Però, sempre nel comma 4 c'è scritto che le attività sociali del Circolo non sono considerate commerciali.Ma i soci non pagano per festeggiare un matrimonio o una Prima Comunione nella Sala del Trono o nel giardino pensile col "ponte ruinante" del Bernini? «Certamente pagano le spese, tutte le spese, dal cibo ai camerieri all'energia elettrica, ai fiori Come accade in qualunque altro Circolo!» Ma il fatto che, come dice lei, le cose per ora restano come sono, impedisce il restauro del complesso Barberini, voi continuate ad usare il giardino secentesco per le feste, ed anche le sale «Nel momento in cui i lavori in corso vengono ad intralciare i nostri compiti istituzionali, è nostro dovere opporci.Quando avremo in mano le chiavi della Palazzina Savorgnan, debitamente collaudata dalla Direzione del Genio Militare, ce ne andremo Ma fino ad allora noi restiamo qui» È vero che le vostre richieste inmerito al restauro della Palazzina ritardano il completamento dei lavori? «Intanto non sono "nostre richieste", sono le richieste del Ministero della Difesa. È evidente che la Palazzina Savorgnan era stata costruita negli Anni Trenta per le esigenze di una famiglia Per diventare sede di uffici del Ministero, e del Circolo, è necessaria una specifica personalizzazione dei lavori di ristrutturazione.Le faccio soltanto un esempio: i solai originari erano calibrati per sopportare un peso di 250 kg.al metroquadro, a noi questa misura non basta, alle nostre riunioni intervengono anche mille personeTutte insieme » (L'architetta Laura Cherubini, direttrice dei lavori, mi conferma che i solai sono stati adeguati, e che il Ministero ha richiesto anche una speciale impiantistica. «Se non interverranno altre esigenze - mi dice - tutto potrà essere consegnato al Circolo entro la fine di quest'anno»). Il Generale precisa che i "lavori di personalizzazione" della Palazzina Savorgnan sono a carico del Ministero della Difesa. Ultima domanda: Il Ministro Martino, nel dicembre scorso, ha chiesto all'allora Ministro Urbani che una parte del palazzo e l'uso del giardino secentesco siano lasciati al Circolo, anche dopo il trasloco. «Io non so nulla di questa richiesta», è la stupefacente risposta del Generale Stefanon. «Chieda al capo-gabinetto del Ministro Martino». Anche la Commissione istituita di concerto tra i due Ministeri, a seguito della lettera di Martino, non risulta allo staff dei garbatissimi ufficiali che mi ricevono. «Se esiste, non si è mai riunita», mi dice il Vice Presidente del Circolo. E il Generale Stefanon: «In ogni caso noi vi partecipiamo soltanto per fornire dati tecnici». Il protocollo d'intesa firmato nel febbraio del 1997 per iniziativa dell'allora Ministro ai Beni CulturaliWalter Veltroni prevede comunque che «per il soddisfacimento di esigenze di rappresentanza del Ministero della Difesa» sarà assicurata «una disponibilità complessiva dei locali a piano terreno, ala sud, di Palazzo Barberini o di altri ambienti di uguale dignità e prestigio, per non oltre 50 giorni all'anno». Il Generale Stefanon mi affida ora al suo Vice, e con lui percorro sale e giardino. «Perché voglio farle vedere quello che è nostro, e che ci porteremo via alla Savorgnan» Adele Cambria