MONTEVERDI "Fai della Badia il luogo del cuore": con questo slogan inizia una campagna di raccolta di firme per salvare il più importante monumento della storia di Monteverdi, al quale da qualche tempo è stata rubata l'ultima bifora. F.A.I. è l'acronimo del Fondo Ambiente Italia che da anni finanzia iniziative di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, i "luoghi del cuore". La Badia è l'Abbazia benedettina di San Pietro, restaurata parzialmente alcuni anni fa con il contributo dell'Unione europea, oggi chiusa da un recinto più volte forzato da tombaroli e da ladri di pietre (con il furto più recente, appunto, è stata portata via l'ultima bifora). La raccolta di firme è promossa dall'amministrazione comunale su iniziativa del consigliere Carlo Quaglierini e si propone di raggiungere almeno un migliaio di sottoscrizioni. Raggiunto questo risultato il "progetto Badia" dovrebbe entrare in una ristretta cerchia di "luoghi del cuore" ed ottenere dal Fai un finanziamento. Per farne che cosa? «Il nostro obiettivo è finalizzato alla valorizzazione del sito archeologico spiega Carlo Quaglierini con l'aiuto che ci verrà concesso dal Fai. Se raggiungeremo un buon numero di firme: segnaletica, visite guidate, iniziative di informazione. Solo in una seconda fase, potranno essere avviate azioni finalizzate all'ottenimento di nuovi programmi di restauro e consolidamento dell'Abbazia». La raccolta delle firme si sviluppa su due piani, su internet e sottoscrivendo apposite cartoline presso banchetti e gazebo allestiti in occasione di sagre e manifestazioni e in luoghi frequentati. A questa seconda parte dell'operazione ha dato la propria disponibilità il circolo culturale Badivecchia. Firmare tramite internet è semplice: si va sul sito del Fai e si clicca sul link "Luoghi del cuore" e si seguono le istruzioni, con possibilità di sottoscrivere anche tramite Facebook. Un altro link consente di vedere la classifica dei "luoghi del cuore" aggiornata in tempo reale. L'Abbazia ha una lunga storia, anche affascinante. Ai piedi della collina su cui sorge Monteverdi, nel 754 il nobile longobardo Walfredo fondò una comunità religiosa, che si diede la regola di San Benedetto e assunse rapidamente grande importanza arrivando ad avere anche 200 monaci e terre che si estendevano dal nord della Toscana fino all'Elba: gli studi del professor Francovic e gli scavi effettuati dal gruppo di archeologi guidati da Giovanna Bianchi dell'università di Siena hanno permesso di ritrovare importanti testimonianze di questo insediamento, nel luogo oggi chiamato della Badia Vecchia. Il monastero, sorto sui resti di una villa romana, non era però molto difendibile. Si pensa che sia stato questo il motivo che spinse i monaci a lasciarlo e a costruire una nuova Badia, poco dopo il Mille. Scelsero un poggio di fronte a Monteverdi, un luogo panoramico a 360 gradi, di grande suggestione e di grandi silenzi e soprattutto più sicuro. Speravano di mettersi al riparto dalle guerre di potere fra Volterra, Siena e Firenze. In realtà le cose andarono in modo assai diverso: la nuova Badia venne assaltata, ripetutamente danneggiata e infine abbandonata intorno al 1.300: da allora vandali e predatori l'hanno fatta da padroni. Oltre ottocento anni dopo non ci sono più le guerre fra antichi comuni, ma purtroppo non mancano coloro che non hanno alcun rispetto per il nostro splendido patrimonio storico e archeologico.