LUCCA Il primo recupero di piazzale Verdi completato per la festività della Santa Croce, il 13 settembre. È la rassicurazione chiesta (e ottenuta) dall'assessore ai lavori pubblici Celestino Marchini alla ditta (la Celfa srl di Lucca) alla quale sono stati commissionati i lavori di ripristino delle tre aiuole che compongono il parco della Rimembranza dopo il definitivo annullamento del progetto Piuss che doveva trasformarla in una grande ellisse. L'aiuola centrale, quella dove si trova l'obelisco alla memoria dei caduti, è già aperta al passaggio, come del resto quella sul lato dell'ex Cavallerizza interessata dai lavori Piuss di trasformazione in salone delle feste e spazio per servizi turistici. Sono ancora in corso invece i lavori di ripristino dell'aiuola sul lato della biglietteria Vaibus: qui l'intervento è molto più importante rispetto alle altre zone. Non ci sono solo i cordoli delle aiuole da sistemare e gli scavi da riempire: l'impianto di illuminazione deve essere rifatto ex novo e deve essere riasfaltato tutto il tratto di strada. Anche perché, appena passata la festività di Santa Croce, sarà imminente, annuncia Martini, il ritorno del terminal dei bus di linea da piazzale Boccherini in piazzale Verdi, in attesa della realizzazione del "vero" (e definitivo) terminal nell'area dell'ex scalo merci della stagione ferroviaria. «Piazzale Verdi tornerà tale e quale era prima - spiega l'assessore Marchini -. La ditta che sta eseguendo i lavori è affidabile, lavoreranno anche di sabato pur di terminare i lavori per Santa Croce. Un giorno troppo importante per la città: arriva tanta gente, e piazzale Verdi è un accesso molto importante». Trascorsa la festa, oltre che del ritorno del terminal si parlerà anche della possibilità di recuperare un numero di stalli di sosta nel contesto della piazza, per oltre un anno cantiere aperto nel mezzo di un fuoco di fila di polemiche, di ricorsi sulle assegnazioni dell'appalto, di vicende giuridiche che lo hanno caratterizzato (e non sono ancora terminate), di scavi archeologici e di rischi a cui sono stati sottoposti gli alberi secolari che, secondo il progetto Piuss, dovevano essere trasferiti dalla loro storica sede.