Armani: ascoltare le categorie. Winterle: «Opportuno verificare diverse letture» TRENTO Gli ordini professionali sono pronti a dare il proprio contributo nella revisione del Piano regolatore generale annunciata dal vicesindaco del capoluogo Paolo Basioli (Corriere del Trentino di ieri). «Alla luce del passo indietro dello Stato sulle caserme, dello spostamento dell'ospedale e della necessità di ripensare il progetto di boulevard cittadino, una revisione del Prg, nella prossima legislatura, diventa d'obbligo» aveva sottolineato l'assessore all'urbanistica, rispondendo alle sollecitazioni di categorie, associazioni e forze politiche in vista delle elezioni. «Le categorie tecniche vanno sentite» avverte Antonio Armani, presidente dell'ordine degli ingegneri. «Di solito osserva Armani veniamo convocati a cose già fatte: ci chiamano per la "benedizione" del Prg. Questa volta spero che l'amministrazione agisca in modo diverso: vogliamo essere protagonisti con il Comune nella costruzione di questo Piano regolatore». Ma il ragionamento del presidente degli ingegneri è più ampio. E coinvolge anche Piazza Dante. «Per quanto ci riguarda sottolinea Armani auspichiamo una rivisitazione complessiva del regolamento edilizio, in modo che ci sia maggiore uniformità tra tutti i municipi. Sappiamo che ci si sta già lavorando». Più duro, il presidente, con Palazzo Thun. «Il Comune di Trento spiega Armani deve darsi degli obiettivi programmatici forti». Invoca un coinvolgimento «della società civile e delle professionalità» anche Alberto Winterle. La cui riflessione riprende i nodi toccati da Biasioli. «Sicuramente osserva il presidente dell'ordine degli architetti rispetto alle previsioni iniziali del Prg, ci sono state delle modifiche in corso. E quindi una revisione risulta necessaria». Un riesame che, avverte Winterle, non dovrà però limitarsi ai singoli casi. «Serve una revisione complessiva, che dia senso a una programmazione cittadina» è l'analisi del presidente degli architetti. Che ricorda: «Quando si fa una pianificazione urbanistica, si deve lavorare guardando a un arco temporale lontano, di qualche decennio. La strategia complessiva deve darsi prospettive lunghe». Non chiudendo il dibattito tra le mura di Palazzo Thun. «Il coinvolgimento della società civile e delle professionalità è opportuno» dice Winterle. «Nel momento in cui si costruisce un Prg aggiunge si deve allargare il dibattito a più soggetti per avere a disposizione diverse chiavi di lettura, interpretazioni diverse che possono rivelarsi utili». Ma prima di avviare il confronto, sottolinea l'architetto, vanno valutati con attenzione anche gli effetti della variante al Prg del professionista catalano Joan Busquets. «Il piano Busquets osserva reggeva su alcuni concetti, come l'interramento della ferrovia, che non sono stati confermati. I paletti, quindi, vanno fissati nuovamente». Ma sulle intuizioni dell'architetto spagnolo il presidente dell'ordine ha parole positive. «Ritengo quello di Busquets un buon piano» ammette Winterle. «Gli obiettivi prosegue erano corretti. Penso ai corridoi verdi, che sarebbero stati utili. Alla fine, però, dal punto di vista mediatico, l'attenzione si è concentrata soprattutto sul boulevard, che avrebbe modificato in modo radicale la città». Ora si dovrà andare oltre. Pensando anche alla definizione di alcune aree, come quelle che saranno lasciate libere dal Santa Chiara. «Mi stupisce riflette Winterle l'approccio alle scelte. Mi lascia perplesso, ad esempio, che si discuta di cosa fare di quei terreni mentre si sta già costruendo il nuovo ospedale. La decisione avrebbe dovuto avvenire contestualmente alla scelta dello spostamento». E sul dialogo con l'ateneo e la Provincia avverte: «Piazza Dante e università sono due soggetti che condizionano le scelte urbanistiche. Quindi, in una revisione del Prg, è fondamentale coinvolgere questi due enti in modo più attivo».