La città dei Gonzaga e del Festivaletteratura è solo la punta di diamante di un territorio ricco di bellezze naturali e artistiche: tutte da scoprire Mantova, terra che dà emozioni. A chi viene da lontano e perde la testa per le meraviglie italiane, non c'è dubbio. Ma anche a chi predilige un turismo slow, di prossimità, che riserva inaspettate sorprese a pochi chilometri da casa. Nel 2013 il territorio mantovano ha toccato un record dal punto di vista turistico, superando per la prima volta le 500 mila «notti» trascorse sul territorio. Il numero dei visitatori è cresciuto del 7,1 per cento, marcando un bel segno più in particolare per le presenze straniere, che raggiungono il 38 del totale. Una prospettiva positiva. Ma Mantova non si adagia sugli allori. Sa di avere un potenziale ancor più alto e si attiva di conseguenza nella promozione delle proprie eccellenze culturali, naturalistiche, gastronomiche: qui l'ospite trova soddisfazione a 360 gradi e deve saperlo. L'ultima novità in questa direzione è tecnologica e smart: un'applicazione intitolata «Terre di Mantova», da scaricare gratuitamente su telefoni cellulari e tablet per rendere semplice e completa la fruizione delle risorse dell'intera provincia (vedi box) . «Si tratta di una guida flessibile, agile, che si modella sulle necessità individuali, si interpreta in modo libero e si può arricchire di continuo: per ora l'abbiamo concepita in italiano, inglese e tedesco, ma presto potremmo tradurla anche in altre lingue», spiega Alessandro Pastacci, presidente della Provincia di Mantova, che ha ideato e messo in atto il progetto. «La Provincia ha coordinato in questo caso più di 70 comuni che ne fanno parte creando un network, un sistema integrato, per un'accoglienza diffusa che copre l'intera area partendo dal capoluogo». Appunto, il capoluogo: Mantova è già celebre e molto frequentata per il suo straordinario patrimonio artistico e le iniziative culturali. L'obiettivo è trasformarla in volano per altre mete, punto di partenza per itinerari più ampi e variati. Anche perché Mantova, splendido centro a misura d'uomo, offre spunti sempre diversi per una visita: dall'accattivante Festivaletteratura, che quest'anno si tiene dal 3 al 7 settembre, alla recentissima riapertura dopo il restauro della «Camera degli sposi» di Andrea Mantegna, che resterà visibile fino al 5 ottobre (poi ancora qualche mese di chiusura). Ma tra percorsi naturalistici, siti monumentali e identità golose, all'area mantovana non mancano gli obiettivi alternativi. «Da segnalare alcuni tra i borghi più belli d'Italia prosegue il presidente come Sabbioneta, città ideale dei Gonzaga, nominata nel 2008 patrimonio dell'umanità dell'Unesco insieme a Mantova. Ma anche Castellaro Lagusello, racchiuso tra mura medievali e affacciato su un piccolo lago a forma di cuore, porta aperta verso le colline moreniche del Garda. Oppure il villaggio delle Grazie di Curtatone, con il curioso Santuario colmo di ex-voto dove a Ferragosto si ritrovano tutti i "madonnari" d'Italia. O ancora San Benedetto Po, con l'abbazia benedettina di Polirone e le terre di Matilde di Canossa, punto di passaggio per la zona dell'Oltrepò Mantovano». Anche qui infatti c'è un Oltrepò dalla marcata identità naturalistica e gastronomica, tra lenti percorsi cicloturistici sugli argini dei fiumi e Lambrusco, meloni e pere Igp, tartufi e insaccati locali, come il salame che proprio a San Benedetto viene cotto sotto la cenere. Per non parlare del formaggio Dop: che a sinistra del Po si chiama Grana padano e a destra del Po Parmigiano reggiano, pur sempre restando una delizia del palato. Mentre nella parte orientale della provincia, sito d'eccellenza Castel D'Ario, c'è il regno del riso Vialone Nano che si gusta «alla pilota», con pesto di maiale e salamelle (pilota in questo caso è chi lavora alla pila, cioè lo stabilimento di lavorazione del riso). «Con l'app "Terre di Mantova" abbiamo catalogato complessivamente 1.050 siti d'interesse turistico nell'intera provincia, per non parlare dei servizi e dell'accoglienza», conclude con soddisfazione Pastacci. Nei prossimi weekend, meteorologia permettendo, sappiamo dove andare.