Il vicedirettore de La Nazione Mauro Avellini Firenze, 29 agosto 2014 - CARO DIRETTORE, siamo sempre alle solite: sembra che in Italia tutto vada avanti con lo stesso campanilismo che ci fa essere oggetto di derisione da parte del resto del mondo e soprattutto, come un vero harahiri, ci fa perdere occasiioni, anche di guadagno, grandissime. La storia dei Bronzi di Riace negati all'Expo di MiIano è veramente esemplare. Giulio Bertini, via mail RISPONDE IL VICEDIRETTORE MAURO AVELLINI CI SONO VOLUTI 40 anni di restauri per rimettere in piedi i Bronzi di Riace e pochi minuti per vergognarsi di come vengono gestiti (pardon, vestiti) i nostri musei. Alla soprintendente non sono piaciuti velo, tanga e boa con cui il fotografo Gerald Bruneau ha «trattato» le statue? Il fatto è che sarebbero state male anche in impermeabile e le autorizzazioni vanno date solo se si conoscono nel dettaglio gli usi che si fanno dei monumenti e della loro immagine. Se poi l'artista aveva proprio bisogno dei Bronzi per esprimersi, perché non chiedergli 2-300mila euro da destinare al nostro patrimonio museale? A Reggio Calabria i Bronzi sono circondati dal vuoto (anche di presenze) perché il Tar ha bloccato l'appalto per completare le sale e gli allestimenti. Arriva il primo artista e gli si regala un'auto-promozione da favola. Gli Uffizi non sono dei fiorentini, ma di tutti. E dentro non ci fanno i matrimoni. I Bronzi non sono solo dei calabresi e fa bene Sgarbi a chiederli a Milano per l'Expo e per l'Italia. Almeno per un po' respirano.
Arte business. E' l'età del bronzo
Il vicedirettore di La Nazione, Mauro Avellini, scrive una lettera al direttore del giornale, lamentandosi del fatto che i Bronzi di Riace, restaurati dopo 40 anni, siano stati esposti all'Expo di Milano senza le dovute autorizzazioni e con un trattamento inadeguato. Avellini critica la soprintendente del museo e il fotografo Gerald Bruneau per il modo in cui sono stati trattati i bronzi, e chiede perché non sia stato chiesto un contributo all'artista per la loro esposizione. Inoltre, lamenta il fatto che i Bronzi non siano stati esposti in un luogo più adatto, come Reggio Calabria, dove sarebbero stati circondati dal vuoto e dalle presenze.
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