LAZZARETTO NUOVO Le fosse comuni della peste del Cinquecento. E strutture medievali del convento del XII secolo. Nuove interessanti scoperte nell'isola del Lazzaretto Nuovo. Le campagne di scavo condotte da fine luglio - a cura dell'associazione Archeoclub e di una èquipe internazionale di archeologi guidata dal professor Ambika Flavel, docente di antropologìa all'Università di Western Australia - hanno portato alla luce tracce interessanti delle sepolture per gli appestati, allestite dalla Serenissima alla fine del Cinquecento. E nella parte orientale dell'isola anche fondazioni e muri dell'antico convento medievale. «Testimonianza di quanta ricchezza si nasconde in queste isola», dice soddisfatto Girolamo Fazzini, presidente di Archeoclub e factotum dell'organizzazione che tende a riportare in vita queste isole abbandonate. Il suo sogno è arrivato quasi a compimento. E mentre al Lazzaretto Nuovo le visite guidate continuano - e i nuovi ritrovamenti saranno visibili fino a fine settembre - si progetta anche per l'altro Lazzaretto, quello vicino al Lido. Restaurato ma abbandonato per anni, adesso viene riaperto al pubblico grazie ai volontari di Archeoclub. I veneziani ne hanno potuto apprezzare oltre che la bellezza e la posizione strategica in laguna centrale anche i resti architettonici che risalgono al Trecento. Nel Lazzaretto Vecchio da anni si pensa di installare il nuovo museo archeologico veneziano. Ospitando lì reperti e ritrovamenti adesso in parte lasciati in magazzino. Un museo che potrebbe contare sul collegamento tra i due Lazzaretti, la più antica struttura organizzata ospedaliera di accoglienza per i malati contagiosi. Al Lazzaretto sono già visitabili il Tezon grando, dove si possono ammirare i graffiti originali e la struttura cinquecentesca. ma anche attrezzi, reperti. E adesso gli ultimi ritrovamenti, che i ricercatori stanno catalogando. L'ultima scoperta, che risale ai primi di agosto, è appunto quella dei resti del monastero benedettino nella parte orientale dell'isola. Sono ben visibili le fondazioni in arenaria e i materiali romani di reimpiego. «Un passo importante», dice Fazzini, «dimostrazione che ci potrebbero essere qui anche possibilità di lavoro per i giovani». Da anni al Lazzaretto Nuovo si susseguono le campagne di scavo, organizzate in collaborazione con la Soprintendenza e le università. Un progetto che adesso Archeoclub vuole ampliare. Per far conoscere a tutti gli immensi tesori custoditi nei due Lazzaretti della Repubblica. Alberto Vitucci