Abbandonata da oltre un decennio, riapre al pubblico l'architettura naturalistica che ha incantato viaggiatori illustri. Per merito del Fai. Dopo un decennio di totale abbandono e 12 mesi di accurato restauro conservativo, portato a termine a opera del Fai (Fondo per l'ambiente italiano) su progetto di Gae Aulenti, l'11 maggio a Tivoli, alla presenza di Carlo Azeglio Ciampi, riapre al pubblico Villa Gregoriana, storica architettura naturalistica del II secolo di proprietà del demanio (ora data in concessione al Fai per 12 anni). Un intrico di sentieri e gallerie che si snodano fra 2 mila piante di 36 specie diverse, una cascata, quella dell'Amene, che compie un salto di 120 metri, come pure le rovine dell'acquedotto e dei templi di Vesta e Tibumus che, nei secoli, hanno incantato illustri viaggiatori: da Goethe («Una delle somme visioni offerte dalla natura») a Jakob-Philipp Hackert, pittore del '700 che le dipinse più volte. La somma stanziata per l'intero recupero, 2 milioni 300 mila euro, è bastata appena per la ripulitura del parco. A cui hanno contribuito l'Unicredito (80 per cento), la Regione Lazio, la Provincia, il Comune di Tivoli e l'Enel. Ma per la rivegetazione del paradiso botanico occorrerà attendere un altro anno.
Tivoli, risplende l'acropoli
Abbandonata da oltre un decennio, riapre al pubblico l'architettura naturalistica che ha incantato viaggiatori illustri. Per merito del Fai. Dopo un decennio di totale abbandono e 12 mesi di accurato restauro conservativo, portato a termine a opera del Fai (Fondo per l'ambiente italiano) su progetto di Gae Aulenti, l'11 maggio a Tivoli, alla presenza di Carlo Azeglio Ciampi, riapre al pubblico Villa Gregoriana, storica architettura naturalistica del II secolo di proprietà del demanio (ora data in concessione al Fai per 12 anni). Un intrico di sentieri e gallerie che si snodano fra 2 mila piante di 36 specie diverse, una cascata, quella dell'Amene, che compie un salto di 120 metri, come pure le rovine dell'acquedotto e dei templi di Vesta e Tibumus che, nei secoli, hanno incantato illustri viaggiatori: da Goethe (Una delle somme visioni offerte dalla natura) a Jakob-Philipp Hackert, pittore del '700 che le dipinse più volte. La somma stanziata per l'intero recupero, 2 milioni 300 mila euro, è bastata appena per la ripulitura del parco. A cui hanno contribuito l'Unicredito (80 per cento), la Regione Lazio, la Provincia, il Comune di Tivoli e l'Enel. Ma per la rivegetazione del paradiso botanico occorrerà attendere un altro anno.
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