LUCCA «Il nuovo elettrodotto di Terna non s'ha da fare»: il progetto, dice la sezione lucchese di Legambiente per voce del suo presidente Michele Urbano, «è incompatibile con le prescrizioni delle norme del piano paesaggistico adottato». Sono le ultime affermazioni contenute in un'osservazione di due cartelle inviata al ministero dell'Ambiente, al ministero dello Sviluppo economico, al ministero per i Beni culturali, a Regione e Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara oltre che a tutti gli altri enti che esprimono pareri nelle conferenze dei servizi. E la questione è chiara, spiega urbano. «La Regione, non più tardi dello scorso mese di luglio, ha adottato il piano paesaggistico. A far data da questa adozione e fino alla pubblicazione dell'avviso della sua approvazione, gli interventi da realizzarsi nelle aree interessate sono consentiti solo se conformi alle prescrizioni della disciplina dei beni paesaggistici, le cui prescrizioni sono immediatamente efficaci». Si dà il caso, continua nelle sue osservazioni il presidente di Legambiente Lucca, che siano soggette a prescrizioni di salvaguardia ambientale più zone comprese sul tracciato del nuovo elettrodotto. Vale a dire «la zona del castello di Nozzano sul territorio comunale di Lucca, il territorio delle colline e delle ville lucchesi, sui territori comunali di Lucca, San Giuliano Terme, Massarosa, Montecarlo, Altopascio e Porcari, e la zona del versante occidentale dei monti che guardano il bacino del lago di Massaciuccoli che interessa i territori comunali di Lucca e Massarosa». Vincoli oltretutto datati quelli previsti per questi zone, istituiti da decreti ministeriali risalenti al decennio 1975-1985 e motivati con le caratteristiche architettoniche e ambientali del paesaggio. «Interventi di trasformazione in queste zone sono ammessi a condizione con non interferiscano negativamente con le visuali panoramiche, limitandole, occludendole o sovrapponendosi in modo incongruo con gli elementi significativi del paesaggio», aggiunge l'osservazione.(b.a.)