LA BATTAGLIA per bloccare l'esodo dei residenti dai centri storici è in corso da decenni ed è largamente perduta. Per arginare lo svuotamento della città antica, il regolamento edilizio del '99 del Comune di Firenze, modificato più volte e in vigore fino all'aprile scorso, prevede norme di speciale tutela del centro. Nei quartieri storici non è consentito il complessivo decremento delle superfici destinate a residenza, «salvo che per interventi che la sostituiscano con attività direzionali pubbliche o culciaiuoli turali pubbliche o di pubblico interesse ». Con la delibera dell'11 gennaio 2011 la giunta comunale presieduta da Matteo Renzi ha deciso che Ferragamo meritava una deroga e ha dichiarato di pubblico interesse le sue attività e la sua permanenza a Firenze. La delibera spiega i motivi di tale decisione: «La Salvatore Ferragamo, attività fondata nel 1927 ed affermatasi inizialmente nel settore delle calzature, è oggi un marchio riconosciuto a livello internazionale quale eccellenza nel settore della moda e della produzione di qualità legata alla città di Firenze, dove ha eletto la propria sede sin dal 1938, nel complesso immobiliare posto in via Tornabuoni, Lungarno Ac- e Borgo Santi Apostoli e costituito dai Palazzi Feroni e Salutati ». Un complesso che si legge in delibera «riveste un interesse storico culturale ed architettonico di particolare rilevanza ». In particolare si ricorda che Palazzo Feroni è «testimonianza di spicco dell'architettura arnolfiana e storica sede pubblica ai tempi di Firenze capitale», che la delibera incredibilmente colloca fra il 1846 (?) e il 1881 (Firenze fu capitale d'Italia dal 1865 al 1871, e in quel periodo Palazzo Feroni divenne sede del Comune). La Giunta dà atto che la Salvatore Ferragamo spa «ha portato avanti una serie di importanti interventi di restauro su tutto il complesso monumentale recuperandone i grandi valori archi- tettonici, pittorici e decorativi... e consolidando la propria presenza in quella che è quindi divenuta sede storica ma anche luogo di rappresentanza e promozione». Si sottolinea, inoltre, che Palazzo Feroni ospita attualmente il Museo e il Centro Studi Ferragamo, oltre a mostre internazionali a tema, e che proprio l'utilizzo dei locali monumentali «a più idonee funzioni di rappresentanza» ha comportato «la necessità di reperire nuovi spazi per gli uffici della società». Per far fronte a tale esigenza, «ed allo scopo di consolidare ulteriormente la presenza della Ferragamo nel tessuto storico fiorentino», la società ha acquisito il Palazzetto delle Monache con l'intenzione di trasferirvi i propri uffici, «acquisendo le necessarie autorizzazioni da parte della Soprintendenza». Per tutti questi motivi la Giunta Comunale non ha avuto dubbi e ha riconosciuto l'interesse pubblico della attività, della permanenza e del consolidamento della Ferragamo a Firenze e ha autorizzato il cambio di destinazione d'uso dell'edificio, da residenziale a direzionale. Una decisione legittima? E' ciò che la procura intende chiarire. Oggi nella palazzina hanno sede gli uffici della Lungarno Alberghi e della Nautor (controlla il cantiere finlandese Nautor's Swan, che produce splendide barche) e il consolato della repubblica di Finlandia, di cui Leonardo Ferragamo è console onorario.