PIENZA (Siena) Per gli abitanti della Val d'Orcia è stato uno choc. La quercia delle Checche, simbolo plurisecolare nel Comune di Pienza, è stata deturpata dal comportamento irresponsabile di alcuni appassionati del climbing: per diverse sere, a cavallo di Ferragosto, si sarebbero arrampicati fino alla cima dell'albero. Un gesto avventato che, unito alla pesantezza delle ramificazioni, ha provocato la rottura del grande ramo rivolto verso il fiume Orcia e destato grande preoccupazione tra gli abitanti di questa zona, perché per la comunità valdorciana è molto di più di una semplice pianta. Secondo uno studio del Corpo Forestale, che ha avviato indagini a tappeto per individuare i responsabili, l'albero ha circa 370 anni e, oltre a essere tutelato dalla soprintendenza di Siena, appartiene all'elenco dei 100 alberi più antichi di Italia. Le sue dimensioni imponenti, più di 5 metri di diametro per oltre di 20 metri di altezza, attirano ogni anno migliaia di persone in cerca di una foto caratteristica e fino agli anni '50 molti contadini organizzavano sotto la grande chioma le feste di matrimonio. Non a caso, dal giorno della scoperta la mobilitazione sui social network ha coinvolto più di 1.600 persone che hanno aderito al gruppo «S.o.s. Quercia delle Checche», fondato da Nicoletta Innocenti, mentre la petizione per sollecitare le istituzioni a vigilare ha raggiunto quasi 800 firme. Alle iniziative dei privati si è affiancato da subito il Comune di Pienza. Il sindaco Fabrizio Fè ha disposto la chiusura dello spazio sotto la quercia e promosso un summit di esperti per studiare la situazione. «Entro un mese, dopo aver contattato anche una Università specializzata, decideremo che tipo di terapia portare avanti e quindi l'eventuale intervento», ha spiegato il vicesindaco Giampiero Colombini. Nella riunione, alla quale ha partecipato anche un rappresentante della Regione, è stato deciso di non eliminare per il momento il ramo caduto, scegliendo di dare tempo alla pianta di stabilizzarsi. Dovrebbero essere invece tagliati quelli secchi e pericolanti. Durante l'incontro, ha lanciato l'idea di un libro monografico sulla quercia, da diffondere anche nelle scuole, «allo scopo di informare e sensibilizzare la popolazione al rispetto e alla correttezza comportamentale verso questa grande Patriarca». Sull'argomento è intervenuto anche il governatore Enrico Rossi, che dopo l'ispezione dei tecnici, ha affermato che l'albero «gode di buona salute».