«Un meraviglioso complesso che è stato umiliato, mortificato e schiacciato dall'imponente costruzione del Muse. Un'opera dell'amico Renzo Piano, che ha commesso però un errore: quello di non mantenere una distanza di qualche centinaio di metri dallo storico Palazzo. Ciò dimostra l'arroganza architettonica contemporanea. Il che è triste, pensando a Villa Margone con il restauro accurato di Michelangelo Lupo. È una mancanza di rispetto nei confronti del Rinascimento». Senza giri di parole, ancora una volta Vittorio Sgarbi va dritto al cuore del suo pensiero. Lo fa, forte di una conoscenza profonda della storia dell'arte e del contesto storico-culturale che la genera ed è da essa inscindibile. Lo fa con quella verve, con quella passione capace di coinvolgere e di alimentare la curiosità in chi lo ascolta. Di schiudere allo sguardo una prospettiva altra. Possiamo senz'altro far rientrare l'incipit del critico tra gli Sgarbi alpini. Tutti i volti del Trentino Alto AdigeSüdtirol. Arte e minoranze, l'appuntamento in programma oggi alle 20.30 a Pergine Valsugana in piazza Municipio. La manifestazione è organizzata dai centri studi perginesi Vox Populi e dal Nodo di Gordio, patrocinata dalla Regione, dalla Provincia di Trento, dalla Comunità Alta Valsugana e Bersntol, dall'Istituto mocheno e dal Comune di Pergine, con la ripresa in diretta streaming di Ideal web tv. In dialogo con Sgarbi interverranno Daniele Lazzeri, direttore del Nodo di Gordio, Andrea Marcigliano, scrittore, Paolo Zammatteo, critico d'arte. Per sua stessa vocazione, il Trentino Alto Adige sembra avverare il concetto di «patrimonio culturale», inteso come unione virtuosa di beni culturali e paesaggistici cui fa riferimento il nostro Codice dei beni culturali e del paesaggio. Una cultura di cui sono parte viva le minoranze linguistiche, dai mocheni ai cimbri ai ladini, in una pluralità che è scambio e accresciuta ricchezza. L'incontro con Sgarbi sarà occasione per entrare tra le pagine del suo Il punto di vista del cavallo: Caravaggio (Bompiani, 2014), mettendo in luce i legami tra il pittore della Conversione di San Paolo e l'arte della nostra regione. «Parlando di Trentino specifica in tal senso Sgarbi mi vengono in mente le splendide pale dell'altare nella chiesa di Santa Maria Assunta a Tione realizzate dal ferrarese Carlo Bononi che sicuramente conosceva le opere di Caravaggio. Così come fondamentale è anche la mostra, presso il Castello del Buonconsiglio di Trento dedicata a Dosso Dossi, un altro ferrarese come me. Un pittore che Caravaggio conosceva».