Biasioli: passo obbligato. Biblioteca, iter definito TRENTO «Una revisione del Prg, nella prossima legislatura, è d'obbligo». A indicare il primo impegno urbanistico della prossima amministrazione è il vicesindaco Paolo Biasioli, che risponde alle sollecitazioni emerse in questi giorni: «Trento Fiere, permuta entro le elezioni». TRENTO Paolo Biasioli mette in fila le questioni aperte: la revisione della pianificazione dopo il dietrofront dello Stato sulle caserme, il ripensamento del progetto del boulevard cittadino alla luce dei cambi di rotta degli ultimi anni, la definizione del futuro dell'area dell'ospedale Santa Chiara in vista dell'apertura del nuovo ospedale di via al Desert. «Una revisione del Piano regolatore generale, a questo punto, diventa d'obbligo» avverte il vicesindaco del capoluogo. Che fissa, di fatto, il primo impegno urbanistico della prossima amministrazione comunale. «La vera sfida, come hanno già fatto notare in molti, rimane però il lavoro» prosegue Biasioli, pronto a rispondere, punto su punto, alle sollecitazioni in materia urbanistica avanzate in questi giorni dalle colonne del Corriere del Trentino da associazioni, categorie e partiti politici. Vicesindaco Biasioli, in vista delle elezioni della prossima primavera molti interlocutori cittadini hanno puntato l'attenzione sullo sviluppo urbanistico del capoluogo. In particolare, l'università di Trento, per voce della rettrice Daria de Pretis, ha rilanciato la partita dell'utilizzo degli spazi di Trento Fiere per attività legate all'ateneo, chiedendo al Comune di «fare la propria parte» nella creazione di un collegamento con la città e nel completamento dell'iter per la realizzazione della biblioteca d'ateneo. Cosa risponde? «Parto dal nodo della costruzione della biblioteca d'ateneo nel quartiere delle Albere. L'iter è quasi completato: siamo in procinto di rilasciare la concessione. Per quanto riguarda, invece, gli spazi dell'ex Cte, il ragionamento coinvolge il Comune, la Provincia e l'università. E riguarda la possibilità di collocare in quella struttura dei servizi universitari». A che punto siamo? «La concretizzazione di questa prospettiva passa attraverso un accordo con Trento Fiere per la permuta tra piazzale Sanseverino e la struttura di via Briamasco, da destinare all'ateneo, tenendo conto anche della presenza della scuola infermieri negli spazi dell'ex Cte. Un passaggio, questo, che consentirebbe all'università di completare il quadro su via Verdi. Per quanto ci riguarda, avere a disposizione piazzale Sanseverino è particolarmente importante, soprattutto in vista dei lavori per la realizzazione della stazione intermodale nell'attuale area ex Sit: mantenere il parcheggio nel piazzale, insieme alla creazione di posteggi provvisori all'ex Italcementi, ci consentirà di far fronte alla perdita degli stalli di via Canestrini. L'amministrazione, inoltre, vede con favore anche l'idea di un passaggio tra il nuovo sottopasso e via Verdi, attraversando l'area di Trento Fiere: il collegamento tra il fiume, le Albere e il resto della città è uno degli obiettivi alla base della costruzione dei sottopassi ferroviari». Ma la permuta potrà avvenire prima della fine della legislatura? «Certo. Il riutilizzo degli spazi di Trento Fiere, in ogni caso, va inserito in un ragionamento più ampio, che coinvolge anche il Muse. E che abbraccia, allo stesso tempo, Palazzo delle Albere e le due barchesse, una delle quali è di proprietà comunale e l'altra di proprietà provinciale. Non a caso, il consiglio comunale ha previsto un'unica destinazione urbanistica per tutto il comparto: si tratta di una questione che dovrà essere esaminata». In questa legislatura? «Ci sono molte partite che dovranno essere discusse: non possiamo fare tutto prima della prossima primavera». Tra le questioni ancora sul tavolo c'è l'annoso tema della riqualificazione dell'area ex Italcementi. Ci sono stati nuovi incontri con la Provincia per definire il futuro di quel comparto? «No, non ancora. E personalmente sollecito la Provincia a fissare una riunione in tempi brevi per ragionare sulla destinazione di quel comparto: se ci sono meno risorse a disposizione, si lavori a un progetto più limitato. Ma l'iter deve andare avanti». Da affrontare c'è anche il nodo delle aree di San Vincenzo di Mattarello, fino a poco tempo fa destinate alla nuova cittadella militare. Il presidente di Coldiretti Gabriele Calliari ne chiede la restituzione agli agricoltori. Cosa risponde? «Non si può dire che questa amministrazione non abbia dimostrato attenzione al mondo agricolo. Per quanto riguarda le aree di Mattarello, il ragionamento va affrontato con la Provincia, che ha espropriato quei terreni a un determinato valore. Come ho già sottolineato, il cambio di rotta sulle caserme coinvolge anche il Comune. E pone la necessità di una revisione di quelle aree rispetto alla destinazione iniziale». Come interverrete? «Una revisione del Piano regolatore generale, nella prossima legislatura, diventa d'obbligo. E non solo per le caserme. Penso anche allo spostamento dell'ospedale e alla necessità di ripensare il boulevard prospettato dall'architetto Joan Busquets alla luce di tutti gli sviluppi degli ultimi anni». Tornando alle sollecitazioni emerse in questi giorni, a riproporre la questione dei tempi per le procedure dell'edilizia è stato il presidente dell'Ordine degli ingegneri Antonio Armani. Qualche anno fa il Comune era intervenuto con misure precise per ridurre le attese: il problema non è stato risolto? «La situazione, rispetto al passato, è migliorata molto. I tempi medi di attesa sono notevolmente diminuiti. Nel 2013 la media era di 85 giorni. L'informatizzazione di alcune procedure ha aiutato. Siamo intervenuti su molti aspetti e altre soluzioni verranno messe in atto nei prossimi mesi: ne parleremo in un incontro con gli ordini professionali che fisseremo a breve. Bisogna tener presente, però, che una cosa è avere a che fare con un piccolo Comune, un'altra è confrontarsi con un'amministrazione di dimensioni più grandi». Le ultime richieste, in ordine di tempo, sono arrivate dai capigruppo comunali. Le condivide? «Sono d'accordo soprattutto su un punto: il tema principale da affrontare è quello del lavoro. Tutto ciò che si può fare per aiutare i cittadini su questo fronte deve essere fatto».
Trento, un nuovo Prg
Il vicesindaco Paolo Biasioli ha affermato che la revisione del Piano regolatore generale diventa d'obbligo nella prossima legislatura. Ha anche affermato che il Comune dovrà affrontare diverse questioni, tra cui la revisione delle caserme, il ripensamento del progetto del boulevard cittadino e la definizione del futuro dell'area dell'ospedale Santa Chiara. Biasioli ha anche risposto alle sollecitazioni emerse in questi giorni, tra cui la richiesta di utilizzare gli spazi di Trento Fiere per attività legate all'ateneo e la necessità di completare l'iter per la realizzazione della biblioteca d'ateneo.
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