PADOVA Il basamento sferico di pietra in cima alla facciata è parzialmente sbriciolato, e della croce in ferro battuto non c'è alcuna traccia. L'immagine, impressionante, arriva da Padova; il soggetto è la Cappella degli Scrovegni. Lambita, un paio di settimane fa, da un fulmine che l'ha «decapitata». Chi se n'era accorto, non aveva divulgato la notizia: ieri, dopo due settimane di silenzio, è diventata di pubblico dominio, suscitando subito un'ondata di polemiche. Ma cos'è successo esattamente? La sfera di pietra, collocata sopra la trifora gotica, è stata «dimezzata» da un fulmine; la croce sovrastante, che rischiava di cadere, è stata rimossa da un operatore museale, e tornerà al suo posto dopo il restauro del basamento. Secondo Giuliano Pisani, storico dell'arte padovano tra i massimi esperti di Giotto in Italia, potrebbe anche essere originale, e quindi trecentesca: «Nel disegno acquarellato di Marino Urbani, che risale a inizio '800, e nell'incisione di Fioravante Penuti, si vede chiaramente la croce. Ed è questa l'immagine più antica della Cappella: facile pensare che la croce ci sia sempre stata». Ad accorgersi dello sfregio sono stati i dipendenti del vicino Museo civico degli Eremitani, che durante un sopralluogo hanno notato alcuni frammenti di pietra sul sagrato della Cappella; a segnalarlo è Sergio Costa, presidente degli «Amissi del Piovego», l'associazione che da anni si batte per tutelare la Cappella giottesca dalla minaccia del cemento nell'area urbana circostante e delle infiltrazioni d'acqua nella cripta sottostante: «La folgore, ignorando il parafulmine che sovrasta la cupola dell'abside, si è abbattuta sulla croce sopra la facciata ed ha sbriciolato la palla di pietra scrive Costa -. L'evento evidenzia la fragilità della Cappella, in evidente contrasto con le affermazioni dell'architetto Ugo Soragni, presidente della commissione interdisciplinare e scientifica per la sua conservazione». Il riferimento è a una relazione del 20 maggio 2013, in cui Soragni scriveva che per la Cappella sono più che sufficienti «ordinarie pratiche manutentive». «La notizia scrive Pisani su Facebook - è di una gravità sconvolgente, anche perché ci è dato di apprenderla da cittadini appassionati e non da chi dovrebbe darne informazione. Se fosse confermata, gli allarmi lanciati in questi anni troverebbero un'inaspettata e amarissima conferma: che vuol dire che un fulmine centra la croce della Cappella degli Scrovegni? Il parafulmine era in azione?». Ma per Flavio Rodeghiero, assessore comunale con delega ai musei, la situazione è sotto controllo: «Il parafulmine era in azione, forse non è adeguato ai cambiamenti meteo di questo periodo e va cambiato. La notizia non è stata subito diffusa perché non c'è stato alcun problema relativo alla fruibilità della Cappella. Il fulmine ha corso lungo una parete, ha comportato un'interruzione della luce per mezzora e ha danneggiato alcuni sensori che rilevano le variabili interne, come l'umidità. Il danno è coperto da assicurazione: il restauro della pietra e la riparazione dei sensori avverrà al più presto. E La commissione scientifica sulla Cappella, che verrà rinnovata a breve, si occuperà dell'accaduto».