Franceschini: palacinema, aspettiamo il nuovo sindaco VENEZIA L'esordio è nel segno della scaramanzia. Prima volta al Lido da ministro dei Beni Culturali?. «Speriamo non l'ultima». Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali, sbarca alla Mostra del Cinema nel giorno dell'inaugurazione, ma anche del corteo dei dipendenti comunali e di una delegazione del comitato «altro Lido» pronto a interrogarlo su tutti i temi sensibili dell'isola, dal «buco» al Des Bains, dall'ex ospedale al Mare al Forte di Malamocco. Tutti chiedono di parlare con lui. E lui non si sottrae. Prima, i giornalisti: «Il buco? È un problema serio, le risorse sono finite per togliere l'amianto dall'area, aspettiamo il nuovo sindaco col quale ragioneremo per ridimensionare il progetto iniziale e chiudere il buco. So che c'era un progetto anche della precedente amministrazione. Ma le risorse sono quello che sono». La Biennale, per il ministro, «è un modello di gestione e di investimento sui giovani col sistema College. E la Mostra del Cinema è un grande evento internazionale che cresce progressivamente di qualità. È un orgoglio per il Paese e la dimostrazione che in Italia non c'è solo il cinema del passato, ma anche quello del presente. Ora lavoriamo per il futuro». E poi, certo, le Grandi navi. Come si può ignorare l'argomento a Venezia? «Ne ho vista una anche arrivando dice il ministro, sbarcato al Lido verso le 12.30, quasi in contemporanea con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano io invito a guardare il bicchiere anche mezzo pieno, non solo mezzo vuoto. L'ultima riunione del Comitatone ha stabilito che si farà un decreto interministeriale che prevederà che le navi sopra le 96mila tonnellate non passino più per Venezia». Gli ambientalisti contestano il canale Contorta? Per Franceschini «non abbiamo detto che quella è la soluzione. Abbiamo detto che faremo una verifica dell'impatto ambientale del progetto Contorta. Se la valutazione fosse negativa non procederemmo con quel progetto. Parlate con quello che ha fatto la battaglia per bloccare questo orrore». Ma è già tempo di ricevere chi protesta e chi propone. Prima i delegati sindacali dei dipendenti comunali, ricevuti per quasi un'ora: «Ho ascoltato le ragioni dei sindacati, chiedono che non ci siano interventi che toccano il personale e i servizi. Parlerò col commissario governativo e solleciterò un dialogo che in queste situazione è sempre utile». Tiepidi i rappresentanti dei lavoratori. «Con la parte politica, prima, avevamo prospettato delle soluzioni dice all'uscita Sergio Chiloiro - Gli abbiamo chiesto di vedere se c'è una soluzione straordinaria, lui ha preso l'impegno di parlare col commissario e col ministro per trovare un'alternativa. Certo, ha messo le mani avanti dicendo che è un momento di tagli, ma il dialogo è un segno d'apertura». La soluzione alternativa proposta dai comunali è quella di ridurre le spese di gestione del Consorzio Venezia Nuova, come inversione di tendenza dalla quale sostengono si risparmierebbero subito 75 milioni di euro. Poi è stata la volta dei comitati ambientalisti «altro Lido», un'altra ora di colloquio sui temi che ai lidensi stanno più a cuore: il «buco», il futuro del vecchio ospedale, il forte Malamocco e in generale la garanzia di una vivacità culturale che il Lido conosce solo nei dieci giorni l'anno della Mostra del Cinema. Tra le idee proposte per arricchire l'offerta culturale del Lido c'è quella di creare, dentro al Casinò, compatibilmente con i vincoli della Sovrintendenza, un museo del Cinema su modello di quello di Torino, trasferendo parte del materiale custodito all'Asac. «Ma prima di tutto per noi è necessario parlare col presidente Baratta ha detto Salvatore Lihard siamo rimasti sconcertati che abbia detto che con la sala Darsena nuova il nuovo Palacinema di fatto c'è. È curioso che Baratta sia arrivato alle stesse nostre conclusioni ma dopo cinque anni rispetto a noi. Ci siamo anche permessi di criticare l'operato della Sovrintendenza, che ha dato l'avallo a progetti scellerati come Malamocco, Des Bains il La Fontaine».