Due euro in più per Capitolini e Ara Pacis E dopo le strisce blu, dopo i permessi auto per il centro, stavolta è toccato ai musei: il Campidoglio ha infatti aumentato da ieri il prezzo del biglietto di ingresso per i «suoi» principali monumenti: Capitolini, Museo dell'Ara Pacis, Centrale Montemartini, Mercati di Traiano, Museo dei Fori imperiali, Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale, Macro, Macro Testaccio, Villa Torlonia e Museo di Roma in Trastevere. «Un contenuto aumento», è stato spiegato, «tra uno e due euro». E contemporaneamente diventa invece gratuito l'ingresso in altri sette musei, sempre tra quelli di dipendenza di Roma Capitale e dove di norma i visitatori sono molti meno: Villa di Massenzio, Museo delle Mura, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco (per fare un esempio: 3 visitatori il 16 agosto scorso, mentre ai Capitolini entravano 1.252 persone e all'Ara Pacis 579), Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina (4 visitatori il 16 agosto), Museo Napoleonico e Museo Carlo Bilotti (in questi ultimi due sono in corso delle mostre, accessibili col solo costo di 1,50 euro, mentre non si paga più il biglietto per l'accesso alla collezione permanente). L'obiettivo è chiaro: fare cassa aumentando l'ingresso nei siti che raccolgono il maggior numero di visitatori, a partire proprio dai Capitolini, sito comunale che conta il maggior numero di ingressi (circa 440 mila nel 2013, peraltro calati del 9 per cento rispetto al 2012, quando furono poco più di 480 mila). Da oggi, per visitare il più antico museo pubblico del mondo in piazza del Campidoglio, un non residente a Roma dovrà pagare 15 euro quando c'è una mostra (praticamente sempre, e il sovrapprezzo di una mostra è pari a tre euro e mezzo), mentre chi risiede in città pagherà 13 euro. Gli aumenti infatti, in linea di massima, sono stati maggiori per i turisti, due euro, e di un solo euro per i romani. Un altro esempio: per entrare all'Ara Pacis il biglietto intero per non residenti è ora di 14 euro, 12 euro invece per chi vive a Roma. Per primo era stato il Ministero per i Beni culturali, che la scorsa primavera, con Dario Franceschini insediato da poco, aveva annunciato un nuovo piano tariffario per i musei dello Stato: in estrema sintesi, via le gratuità per gli over 65, aperture serali il venerdì e una domenica, la prima del mese, gratis per tutti. Ora, in tempi di magri bilanci, è toccato invece al Campidoglio comunicare la sue nuove tariffe per la rete dei Musei civici: «La manovra sui biglietti ha spiegato l'assessore alla Cultura Giovanna Marinelli è stata fatta in coerenza con le necessità del bilancio comunale approvato a fine luglio. Dentro un quadro difficile, abbiamo però cercato di valorizzare alcune delle nostre ricchezze meno conosciute. In questa chiave sette musei diventano pienamente gratuiti e speriamo che questo spinga tutti, romani e turisti, a scoprirne i capolavori».