«I Bronzi di Riace saranno esposti all'Expo 2015 di Milano». Parola di Vittorio Sgarbi, che annuncia che la decisione è stata presa «dopo un fruttuoso colloquio avvenuto con l'assessore alla Cultura della Calabria Mario Caligiuri». In un baleno, la notizia fa il giro dei siti e dei social network, ma dalla Calabria non si fa attendere la smentita di Caligiuri. «Noi non abbiamo nulla in contrario. Expo sarebbe una vetrina straordinaria anche per le nostre statue. Potessi i Bronzi li porterei io su a Milano. Ma la decisione non spetta a noi». «I Bronzi di Riace saranno a Milano prestissimo, me l'ha appena assicurato l'assessore alla cultura della Calabria». Il solito Vittorio Sgarbi. Esagerato, caotico, generosamente sopra le righe. Da Palmi, l'ambasciatore per le belle arti per l'Esposizione detta una dichiarazione che ha il sapore del clamoroso: «Le statue arriveranno in città il 15 ottobre, con tanto di sosta preliminare presso i laboratori di restauro di Brera». La verità è però un'altra. La racconta lo stesso assessore calabrese, Mario Caligiuri: «I Bronzi me li caricherei in spalla e li porterei a Milano io. Ma non ne ho facoltà, come si dice. Però Vittorio su un punto ha ragione. La Calabria non ha nulla in contrario a prestare le statue. Expo è una vetrina mondiale e portarci i Bronzi sarebbe un'opportunità straordinaria per noi». Sembra di sentire Sgarbi: «La verità scandisce ancora l'assessore Caligiuri è che il trasferimento non lo vogliono i conservatori che stanno nelle loro torri d'avorio e che tutti questi veti politici sono i soliti giochetti di potere italiani». I rischi di un viaggio di mille chilometri? «Pertini i Bronzi se li portò a Roma, poi andarono a Firenze, e poi non mi ricordo dove. Ma figuriamoci. Parrucconi, ecco quello che sono». Lo stesso Sgarbi si rimangerà in serata l'annuncio del primio pomeriggio. Tutto un equivoco, una bufala di mezza estate. «Però questa vicenda significa una cosa, e cioè che la Calabria sta con me».