Il vero capolavoro è opera di un artista. Non un gran nome: un giovanotto in cerca di pubblicità che a Roma, in una notte di novembre, ha deposto al Circo Massimo un'opera alta 3 metri e pesante 2 tonnellate Si aspettava uno scandalo. Invece, silenzio. Per due mesi la «cosa» ha sostato sullo sfondo del Palatino. Finché una piccola rivista d'arte ha domandato chi è Francesco Visalli e quanto ha pagato per quest'occasione irripetibile? A quel punto il comune s'è svegliato, l'opera e stata rimossa, l'artista minacciato di multe milionarie Sette mesi dopo, nessuna multa. Dal Campidoglio assicurano che Visalli subirà un processo. Nel frattempo, però, chiunque si aggiudichi una location eccellente può contare su uno scandalo istantaneo. È successo a Selinunte, provincia di Trapani, quando ai primi di agosto Sergey Brin e Larry Page, fondatori di Google, hanno organizzato una serata di gala ai piedi del tempio di Hera. Ospiti illustri, da Bill Gates a John e Lapo Elkann, dal magnate indiano Lakshmi Mittal a Jovanotti. «Non condivido quest'uso consumistico dei beni archeologici» si è sdegnata Pina Furnari, assessore alla Cultura della disastrata Regione Siciliana. «Ci vorrebbe un Google all'anno per rimettere in sesto le cose qui da noi» si compiace Marco Campagna, assessore alla Cultura del Comune di Castelvetrano. In cambio dell'accesso ai templi per una notte, Google ha pagato 7 mila euro d'affitto più altri 40 mila per ripulire il parco, risistemare i bagni e rifare l'illuminazione notturna. Cosi dopo 30 anni, la soprintendenza ha potuto varare alcune aperture serali dei templi. Centinaia di persone si sono messe m fila, ansiose di visitare un luogo ancora fresco di impronte vip. Commenta Campagna «II parco di Selinunte è l'area archeologica più grande d'Europa. Senza intervento privato, come possiamo tenerlo in ordine?» In un Paese che ha un patrimonio immenso e spende in cultura un ridicolo 0,11 per cento del Pil, l'obiezione ha un fondamento. Ma le polemiche sono sempre in agguato. Anche perché capita spesso che scenari incomparabili vengano assegnati per un'elemosina. È successo a Roma nel giugno scorso, quando il Campidoglio ha affittato per 7.934 euro l'intero Circo Massimo per il concerto dei Rolling Stones. Opposizioni e associazioni dei consumatori sono insorte. «Roma, grazie ai 60 mila spettatori, ha incassato 25 milioni di euro in un giorno» si è difeso il sindaco, Ignazio Marino. Ma la sua giunta è dovuta correre ai ripari, varando in velocità la revisione della tassa di occupazione del suolo pubblico. Al prossimo concerto, sostengono in Campidoglio, le vecchie glorie del rock dovranno sborsare 200 mila euro per ottenere il Circo Massimo. Il prezzo è giusto? In realtà, ogni comune, ogni soprintendenza fa di testa sua. A Genova, per dire, la Fondazione Palazzo Ducale affitta il salone del Maggior Consiglio per 5 mila euro. Allo stesso prezzo, a Torre Annunziata, una società britannica si è aggiudicata per una sera di luglio l'ingresso esclusivo agli scavi di Oplonti: gli 80 invitati alla cena nel giardino della Villa di Poppea hanno dovuto sfilare tra agguerriti contestatori. «Ma cene e pranzi negli scavi si sono fatti fin dal Settecento» dicono alla soprintendenza di Pompei, che affitta (dai 15 mila euro in su) anche l'anfiteatro dell'antica città romana. A Venezia il comune ha concluso un accordo con Only the brave, la holding di Renzo Rosso. In 3 anni la società finanzierà con 5 milioni di euro il restauro del Ponte di Rialto, in cambio potrà utilizzare per eventi una volta piazza San Marco, due volte il Teatro La Fenice, Palazzo Ducale e Ca' Rezzonico e quattro volte Ca' Vendramin Calergi. Quali eventi saranno, è ancora da vedere. Finora la fantasia nazionale non è andata oltre cene e cocktail. Nel giugno del 2013 l'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi concesse Ponte Vecchio alla Ferrari per una cena di gala. Prezzo: 2.489 euro. Una miseria. Polemiche alle stelle. Tanto che Comune e Ferrari si affrettarono a stilare un contratto per un paio di restauri, 60.500 euro in tutto. Ma a Firenze devono avere imparato la lezione: per allestire una cena sul ponte Santa Trinita, due mesi fa, lo stilista Stefano Ricci si è impegnato a finanziare con 350 mila euro la nuova illuminazione di Ponte Vecchio. Renzi era l'ospite d'onore.
STORIA AFFITTASI, PREZZI MODICI - Da Genova a Selinunte, comuni e soprintendenze cedono luoghi artistici per eventi. Ma solo in pochi battono cassa.
Riassunto in 200 parole:
Il comune di Castelvetrano ha affittato il parco archeologico di Selinunte a Google per 7 mila euro per una serata di gala. La società ha pagato anche 40 mila euro per ripulire il parco e rifare l'illuminazione notturna. L'area archeologica è la più grande d'Europa e senza intervento privato, come possiamo tenerla in ordine? Il comune ha varato alcune aperture serali dei templi, ma le polemiche sono sempre in agguato. A Roma, il Campidoglio ha affittato il Circo Massimo per il concerto dei Rolling Stones per 7.934 euro. Opposizioni e associazioni dei consumatori sono insorte, ma il sindaco ha difeso la scelta.
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