IN ITALIA si svolgono ogni giorno decine di manifestazioni culturali. E tutte di grande rilievo. E, se dovessimo tenere conto di quelle minori, arriveremmo alle centinaia. Non c'è grande o media o anche piccola città italiana in cui ogni giorno non si inauguri una qualche mostra di prestigio, o non si svolgano convegni internazionali presentazione di libri, simposi tavole rotonde, prime teatrali e ànematografiche Non c'è dubbio che, tra questi eventi, l'annuale Fiera del Libro di Turino rappresenti un appuntamento di prima grandezza. E' l'occasione, il Salone, per fare il punto sullo stato dell'editoria, per capire le tendenze, per così dire, del "mercato" delle idee, per vedere quali nuovi autori e quali nuove opere si profilano all'orizzonte. Insamma, un'occasione importante, ma non l'unica tra quelle che si svolgono in Italia. I dibattiti e le presentazioni eh si presentano in rassegna per qualclte giorno avvengono quotidianamente in altre città italiane. E' bene che un ministro si faccia vedere, ma non è necessario che sia presente con la fanfara e lo spumante a tagliare col nastro nel giorno dell'inaugurazione. Il fatto che ieri, all'apertura della manifestazione torinese, non fosse presente alcun rappresentante ufficiale del governo è cosa che ha scatenata un vespaio che ci lascia un po' sbigottiti, tanto più che nel programma sono previsti due appuntamenti, uno con il ministro dei Beni Culturali, Rocco Bultiglione, l'altro con il presidente del Senato, Marcella Pera. Ma i responsabili della Fiera, in primo luogo il segretario Rolando Picchiotti, si sono egualmente risentiti «Non siamo il Katanga - ha detto Picchioni- questa è una manifestazione culturale di valore, che compie 18 anni visitata ogni anno da almeno 200 mila persone, forse il governo farebbe bene a considerare questo aspetto». Polemiche anche dalla presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso e da un esponente della Margherita, Enzo Corra. Mah, se i rappresentanti del governo dovessero essere presenti a tutte le grandi kermesse artistico-librarie che ogni settimana si svolgono in Italia, l'attività dell'esecutivo si esaurirebbe nel taglio dei nastri e nei brindisi con lo spumante. Ben altre sono semmai le cose da chiedere alla politica in fatto di cultura. Perché non si riesce ancora a varare la famosa legge del libro? Perché nei comitati e nei consigli degli innumerevoli enti culturali italiani siedono sempre i soliti noti? Perché -andando sul politico- i contenuti dei prodotti sfornati dalle aziende culturali, direttamente o indirettamente dipendenti dal governo, non sono tanto diversi da quelli del tempo in cui governava la sinistra? 1 veri rimproveri alla politica culturale della maggioranza vanno in realtà mossi da destra.
Ma è proprio tanto grave non tagliare il nastro della Fiera del libro?
La Fiera del Libro di Torino è un evento annuale di grande rilievo culturale che si svolge in Italia. L'evento rappresenta un appuntamento importante per l'editoria, dove si presentano nuovi autori e opere. Tuttavia, la mancanza di rappresentanti ufficiali del governo all'apertura dell'evento ha scatenato polemiche. I responsabili della Fiera hanno risposto criticando il governo per non considerare l'importanza di questo evento culturale. La questione della legge del libro e della presenza di personaggi noti nei comitati culturali è stata anche sollevata. La politica culturale della maggioranza è stata criticata per non essere diversa da quella del passato.
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