AVVIO polemico all'inaugurazione della 18a edizione della Fiera internazionale del Libro al Lingotto. Gli organizzatori hanno lanciato strali all'indirizzo del governo, vistosamente assente al taglio del nastro: negli anni scorsi, Giuliano Urbani o Walter Veltroni non avevano mai mancato la festa d'avvio: «Oggi accolgo il ministro degli Esteri della Lettonia, ma nessun ministro italiano - ha detto Rolando Picchioni -. Forse non sanno che qui non siamo in Katanga, ma alla più importante manifestazione sull'editoria del Paese, tra le principali d'Europa. Ho chiamato Roma mille volte, senza risultato. Lo dico con amarezza, e per rispetto ai 230 mila lettori che visitano i nostri padiglioni». E Ernesto Ferrerò: «E' come se il libro fosse un optional, che viene sempre "dopo" tutto il resto: gli viene sempre anteposto qualcosa di maggiore importanza ed urgenza. Comese la cultura non fosse un bene primario, sullo stesso piano della giustizia o la sanità». Federico Motta, presidente dell'Associazione italiana editori (entrata nella Fondazione che organizza la Fiera) ha rincarato la dose: «La cultura è di importanza primaria per la crescita di ogni paese. Purtroppo i governi non paiono comprenderlo. Attendiamo la legge per il libro da non so quanti anni». Ai primi lanci delle agenzie di stampa è arrivata la replica di Rocco Buttiglione, che ha telefonato a Picchioni promettendo la sua presenza lunedì, in chiusura della kermesse. I volti noti della politica saranno comunque presenti nei diversi convegni già oggi, con Giulio Tremonti, cui seguiranno domani Fassino, domenica Veltroni e lunedì Marcello Pera. TUTTE LE LINGUE DEL MONDO. La conversazione tra Elena Loewenthal e Alon Altaras ha inaugurato ieri il palinsesto di Lingua Madre organizzato con la Regione. La scrittrice Yadé Kara ha presentato Salam Berlino (Edizioni eo), il suo primo romanzo, libro di conflitti tra culture: narra di un giovane di famiglia turca cresciuto a Berlino, che da Istanbul torna nella capitale tedesca per festeggiare la caduta del Muro, impattando contro