Un quarto delle risorse di Agenda 2000 va ai 132 progetti integrati territoriali gestiti dalle Regioni Un quarto dei fondi di Agenda 2000 passerà per i Pit. L'acronimo sta per Progetti integrati territoriali, più di centotrenta iniziative gestite a livello locale per investire le risorse che arrivano da Bruxelles. È un cambio di filosofia per gli enti che si trovano a gestire fondi da migliaia di milioni di euro, un canale per portare sul territorio un' azione sistemica, integrata appunto, fatta di più progetti legati da un solo obiettivo. I primi segnali che arrivano dalla periferia non dispiacciono al Dipartimento per le politiche di sviluppo del ministero dell'Economia, che ai Pit ha dedicato una "due giorni" ad Agrigento, un mese e mezzo fa. Il direttore del dipartimento, Fabrizio Barca, ravvisa un cambio di passo nella scelta dì destinare tre quarti delle risorse alle infrastrutture e il resto agli incentivi. «Fino a un paio di anni fa ha sottolineato Barca agli incentivi andava quasi metà delle risorse. Questa nuova proporzione ci sembra un dato positivo, perché c'è più attenzione alle cose che resteranno sul territorio». I Pit individuati nel Mezzogiorno sono 132, con scelte molto diverse da una regione all'altra, La Campania ha deciso di dividere le risorse tra 51 progetti mentre in Puglia i Pit sono 10, in Sardegna 13 e in Basilicata appena otto. A metà strada la Calabria, con 23 progetti, e la Sicilia, che ne attuerà 27. Così, la Campania registra il massimo divario tra il progetto con più risorse pubbliche (circa 190 milioni di euro) e quello meno costoso (intorno ai 10 milioni di euro), mentre la Puglia ha il dato medio più alto, che raggiunge i 130 milioni di euro. «Le differenze spiega Paola Casavola, che cura la valutazione per il Dipartimento sono dovute alle diverse scelte fatte sul territorio, al modo in cui sono stati predisposti i Pit. Al Dipartimento abbiamo distinto le idee-forza dei Pit, come il turismo e i beni culturali, l'industria, l'agroalimentare, le città e così vìa. Ci sono anche progetti generalisti: non vuol dire che non c'è un obiettivo preciso, ma che il fattore aggregante è anzitutto il territorio, che si tratta di fatto di programmi d'area». Il Dipartimento ha tracciato un identikit sulla base delle risorse dedicate ai vari obiettivi. In Campania, e Sicilia .l'«idea-forza» è il capitolo turismo-beni culturali, che assorte oltre metà dei fondi Por (Programma operativo regionale), in Puglia è l'industria (52 delle risorse), in Sardegna la riqualificazione delle città, soprattutto Cagliari (39), mentre la Basilicata ha la ripartizione più equilibrata, con la punta del 34 per il turismo, e la Calabria è la regione più «generalista» :(62). La Calabria è anche una delle regioni che ha deciso di investire di più sui Pit, destinando a questo strumento oltre un quinto (il 21) delle risorse Por così hanno fatto anche la Campania (27), la Puglia (22) e la Basilicata (26). L'incidenza è minore in Sicilia (13) e in Sardegna (8). Nel complesso, la cifra di risorse pubbliche dei Por messa a disposizione dalle Regioni un dato provvisorio ricavato dal monitoraggio di gennaio è di 5,3 miliardi di euro. La Basilicata è la regione che ha più fretta e prevede di terminare l'attuazione dei suoi Pit entro l'anno prossimo, il 2006 è la scadenza indicata dalla Sicilia mentre per Calabria, Campania e Sardegna sì arriva al 2008 e la Puglia si spinge fino all'aprile 2009. I progetti non sono in ritardo. Secondo la ricognizione illustrata dal Dipartimento di Barca durante l'ultimo Comitato di sorveglianza, «non mostrano peculiari ritardi di attuazione, né emergono altre difficoltà tali da suggerire una revisione generale dello strumento». L'analisi sottolinea il forte coinvolgimento delle parti 'istituzionali ma lamenta un «non adeguato livello di conoscenza condivisa nel territorio sugli specifici contenuti dei singoli Pit», Per rafforzare l'azione dei progetti sul territorio, nei prossimi mesi sarà favorita una maggiore integrazione con gli indirizzi della pianificazione regionale e con gli interventi infrastrutturali di rete. Un modo per inserire i Pit nel contesto attuale e neh" ambiente che si sta creando. Inoltre sarà rafforzato il «supporto tecnico all'attuazione dei Pit», attraverso i ministeri del Welfare, dei Beni culturali e dell'Interno, .e lo stesso Dipartimento intende migliorare le azioni a sostegno di questi strumenti.
I pit scommettono sul turismo
Il Dipartimento per le politiche di sviluppo ha dedicato una "due giorni" ad Agrigento per discutere dei progetti integrati territoriali (Pit) gestiti dalle Regioni. I Pit sono progetti che investono le risorse di Agenda 2000 per migliorare le infrastrutture e gli incentivi sul territorio. Il dipartimento ha deciso di destinare tre quarti delle risorse alle infrastrutture e il resto agli incentivi. Le Regioni hanno scelto diversi progetti per ogni regione, con la Campania che ha deciso di dividere le risorse tra 51 progetti e la Puglia che ha deciso di concentrarsi sull'industria. La Basilicata ha deciso di investire di più sui Pit, destinando oltre un quinto delle risorse.
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