Associazioni culturali in campo per scongiurare il rischio cemento in città. Nell'ambito del dibattito sul nuovo Piano regolatore generale - o meglio della maxi-variante proposta dal Comune - intervengono i componenti dell'associazione Syrakosia che riaccendono i riflettori sull'esigenza di puntare sulla tutela del territorio. E danno vita a una prima task-force che promuove la sinergia tra gruppi culturali da sempre impegnati nella difesa del patrimonio siracusano. «In un momento di grande confusione regionale in termini di gestione dei beni culturali - dice il presidente Antonio Gentile - e quando il concetto di autonomia sta producendo effetti contrari causa la dismissione di tutti i soprintendenti, la tutela dei beni artistico-culturali sta attraversando una stagione di destabilizzazione generale». I componenti dell'associazione evidenziano come sia sempre più chiara la strada da intraprendere per il futuro economico aretuseo: quella del turismo. «E' indubbio - dice Gentile - che la nostra industria del futuro, in chiave turistico-culturale, devono essere la tutela e la corretta conservazione del nostro patrimonio: l'unica industria che cinesi e giapponesi non saranno mai capaci di imitare». E da qui l'accenno a esempi di tutela "discutibili" secondo il presidente Gentile. «La storia - dice - ci ha fornito alcuni esempi che fanno riflettere. E' stato il caso di Latomie cedute a privati e che oggi potrebbero incrementare l'offerta, è il caso dell'epitaffio di culto abraso sul portale cordonato della Chiesa di San Giovannello dopo gli ultimi restauri, è il caso di edificazione di un condominio negli anni '70 i cui piloni risultano piantati tra i resti bizantini dei Bagni di Dafne ove fu ucciso l'imperatore Costante II. E ancora è il caso in via di ultimazione del Palazzo del piazzale delle Poste, costruito nel 1929 su progetto dell'architetto Fichera, che ha subito una superfetazione sulla terrazza dove negli anni '60 vi erano collocate 4 statue rappresentanti le 4 stagioni, mentre un doppio fumaiolo ne deturpa l'immagine complessiva. Anche per questo, la nostra associazione si schiera accanto ad altre realtà culturali come Italia Nostra e Amici dell'Inda nell'auspicare la direzione della nostra SOPRINTENDENZA da parte di professionista lontana dalla logica edilizia in quanto Siracusa, in ragione del numero dei residenti, non ha bisogno di nuove costruzioni, ma un impiego di cemento rivolto al recupero dell'esistente». Ancora, una proposta. «Auspico e propongo la creazione di un consorzio fra tutte le associazioni culturali che operano sul territorio, apartitico e apolitico, capace in sinergia di far sentire la propria forte voce in tutti i casi ricorrenti in cui il nostro patrimonio non venga tutelato adeguatamente». i. d. b. 26082014