QUELLA missiva ha un «taglio politico». Renato Brunetta, presidente della Fondazione Ravello, non commenta i contenuti della lettera aperta inviatagli dal sindaco. Ma rivendica piuttosto «una gestione sana e illuminata». Il presidente dei deputati di Forza Italia deve veramente tenere a cuore la costa d'Amalfi se mette da parte la sua consueta verve polemica e "rinuncia" a controbattere punto per punto alle dichiarazioni del sindaco Paolo Vuiellemier. Brunetta evita di approfondire la frattura apertasi con il Comune a causa della delibera regionale dell'8 agosto con la quale Villa Episcopio viene affidata alla Fondazione. Una crepa di cui si aveva già avuto un avviso nell'assenza del sindaco alla riunione del consiglio di amministrazione del 22 agosto. «La Fondazione Ravello è un organismo culturale, per statuto e per attività perseguite. In conseguenza di ciò si legge nella nota diffusa dall'ente presieduto dall'ex ministro - si ritiene di non dover commentare i contenuti della lettera del sindaco tenuto conto del taglio politico della stessa. Più proficuo appare riassumere i risultati ottenuti negli ultimi anni dalla Fondazione Ravello, causa ed effetto principali dell'azione di finanziamento attraverso cui la Regione ha inteso premiare la strategia culturale pianificata dall'ente presieduto dal professore Renato Brunetta». Poi, la rivendicazione dei risultati raggiunti: «Negli ultimi tre anni la Fondazione ha impegnato sul territorio 16 milioni, pubblici e privati, facendo del Ravello Festival e di Villa Rufolo due punti di eccellenza nel panorama culturale italiano e internazionale. Il ministero dei Beni culturali, l'Unione europea e la Regione hanno affidato alla Fondazione il compito di soggetto attuatore, in Campania, di una politica culturale, monitorando la gestione e le modalità di spesa dei contributi». Nella nota, Brunetta elenca i punti di orgoglio della sua gestione: «Bilanci di esercizio sani e consultabili on line, una struttura organizzativa composta quasi esclusivamente da risorse giovani e competenti del territorio, un monumento come Villa Rufolo al passo con i tempi e capace di attrarre un pubblico sempre più ampio e internazionale al pari del Ravello Festival, una delle manifestazioni culturali di punta in ambito europeo. Le presenze registrate in Villa Rufolo negli ultimi tre anni, tra visitatori, spettatori e partecipanti alle attività ospitate nell'edificio, ammontano a un milione. Tutto questo è frutto della gestione sana e illuminata messa in campo dalla Fondazione Ravello e di una progettualità venuta da lontano e consolidatasi nel tempo». Clima sempre più teso, tra Comune e Fondazione, dunque: un sintomo lo si ritrova nella guerra dei comunicati in occasione della visita a Ravello del ministro dei Beni culturali il 20 luglio scorso: "Franceschini ha espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto fin qui dall'ente presieduto da Brunetta" precisava la Fondazione; "Ravello, un modello per tutto il Sud, sono le parole scritte dal ministro Franceschini sul registro degli ospiti illustri del Comune", commentava l'amministrazione comunale. (a. fe.)
RAVELLO - La Fondazione: una gestione illuminata premia la nostra strategia culturale
La Fondazione Ravello, presieduta da Renato Brunetta, ha ricevuto una lettera aperta dal sindaco Paolo Vuiellemier, che critica la gestione della fondazione. Brunetta non ha risposto direttamente alle critiche, ma ha invece rivendicato la gestione sana e illuminata della fondazione. La Fondazione ha ottenuto finanziamenti per la sua attività culturale attraverso la Regione, e ha ottenuto risultati positivi, come la creazione di un monumento come Villa Rufolo e il Ravello Festival, che sono diventati punti di eccellenza nel panorama culturale italiano e internazionale. La Fondazione ha anche ricevuto apprezzamenti da parte del ministro dei Beni culturali, Franceschini, che ha definito Ravello un modello per tutto il Sud.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo