I controlli della Corte dei Conti sulla gestione economica del mausoleo di Adriano e sulla nomina nei comitati scientifici dei rappresentati privati coinvolti nelle convenzioni Le sale di Castel Sant'Angelo svendute per sei mesi in cambio di lavori di restauro da poche migliaia di euro. I magistrati della Corte dei conti che non riescono a credere ai propri occhi per la gestione del mausoleo di Adriano e i privati che continuano a muovere la macchina delle mostre a proprio piacimento, infilando i propri rappresentanti direttamente nei comitati scientifici che decidono sull'organizzazione delle esibizioni. Dai casi della illegittima ripartizione dei proventi di parte delle mostre organizzate al Colosseo e piazza Venezia, passando per l'affitto irrisorio pagato dai Rolling Stones per appropriarsi del Circo Massimo per una notte, ora i giudici contabili arrivano sull'altra sponda del Tevere per inaugurare la nuova tornata di controlli sulla gestione dei beni culturali. Quello di Castel Sant'Angelo, il quinto sito italiano più visitato nel 2013 (il secondo a Roma dopo il Colosseo) con 918.591 biglietti staccati e un introito di oltre 4,5 milioni di euro, è il primo museo a finire sotto la lente della sezione di controllo del Lazio dopo il via libera ottenuto dai colleghi della sezione centrale di legittimità. Ad attrarre l'attenzione dei giudici è stato l'accordo stretto ad aprile tra la Soprintendenza speciale per il patrimonio artistico ed etnoantropologico e per il polo museale e il Cet (Centro europeo per il turismo) per la mostra "I Papi della speranza. Arte e religiosità tra Gregorio XIII e Clemente IX", in programma fino al 16 novembre. Un documento che, come si legge nel referto della sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei conti, ha sollevato una serie di "perplessità derivanti da processi decisionali poco rispondenti al principio di trasparenza". L'amministrazione corre subito ai ripari: la convenzione viene ritirata e ripresentata a inizio giugno. La Soprintendenza rivede la modalità di pagamento dell'affitto di Castel Sant'Angelo: dai 17.500 euro una tantum sotto forma di lavori di restauro, il Cet viene chiamato a pagare 5.500 euro al mese. E da 18 mila euro la cauzione schizza a 82.500. Cambi in corsa che non salvano l'accordo da nuovi rilievi. La composizione del comitato scientifico è quantomeno singolare: tra i suoi componenti figura il presidente e amministratore unico dello stesso Cet. Ancora, le modalità di calcolo per la cauzione: a fronte dell'assicurazione da 5 milioni per danni a visitatori e immobile stipulata dal Cet, quale criterio è stato utilizzato per arrivare agli 82.500 euro previsti dalla convenzione? La risposta della Soprintendenza, anche in questo caso, "risulta parziale". Di più, come si accorgono i magistrati, il museo non ha un tariffario per concessioni mensili o annuali, ma solo per eventi di un giorno. E il calcolo delle percentuali sugli incassi della biglietteria è tutto da rivedere: con il criterio presente in convenzione, la suddivisione dei proventi avrebbe infatti causato un danno a Castel Sant'Angelo. In altre parole, senza la mostra il museo avrebbe incassato di più che con l'esposizione. Il lieto fine, comunque, è dietro l'angolo. La Soprintendenza si è impegnata ad adeguarsi per il futuro e così la mostra ha ottenuto il visto dalla Corte dei conti. Gli stessi giudici che nelle prossime settimane sposteranno il focus sulla gestione del patrimonio archeologico etrusco. Senza dimenticare di tenersi aggiornati su quanto starà accadendo nelle sale del mausoleo di Adriano
Castel Sant'Angelo, lo scandalo delle sale svendute alle mostre in cambio di lavori da poche migliaia di euro
La Corte dei Conti ha condotto controlli sulla gestione economica del mausoleo di Adriano e sulla nomina nei comitati scientifici dei rappresentati privati coinvolti nelle convenzioni. I controlli hanno rilevato problemi di trasparenza e di gestione dei beni culturali. Il mausoleo di Castel Sant'Angelo, il quinto sito italiano più visitato nel 2013, ha ricevuto un controllo della sezione di controllo del Lazio. La Corte dei conti ha sollevato preoccupazioni sulla convenzione tra la Soprintendenza speciale per il patrimonio artistico ed etnoantropologico e per il polo museale e il Cet per la mostra "I Papi della speranza. Arte e religiosità tra Gregorio XIII e Clemente IX".
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