Era di maggio, come oggi. E ad inaugurare la Fiera del libro, allora si chiamava Salone, arrivò di buon mattino Giulio Andreotti, in qualità di presidente del Consiglio, ma anche di autore. Ad attenderlo danni Agnelli, l'Avvocato. Era il 1990, quindici anni fa, ma sembra trascorsa un'epoca intera. Ieri all'inaugurazione della Fiera al Lingotto di Torino, la più grande manifestazione dell'editoria in Italia, non solo non c'era il presidente del Consiglio, ma nemmeno il nuovo ministro della Cultura Rocco Buttiglione, nemmeno un sottosegretario. Nessuno. Ecco allora lo sfogo di Rolando Picchioni, segretario della Fondazione del libro, che ieri mattina all'inaugurazione è esploso: «Non siamo mica il Katanga. Lo stereotipo che non ci vuole né in Europa né in Italia comincia a infastidirmi, così come l'idea che venire a Torino sia una traversata transoceanica». Momenti di tensione. E poi tutti a rincarare la dose: «Il prossimo anno inviteremo il ministro della Cultura europeo», ha detto Mercedes Bresso, nuovo presidente della Regione Piemonte a capo di una giunta di sinistra dopo aver battuto a sorpresa il rivale Enzo Ghigo di Forza Italia. A Federico Motta, presidente dell'Aie, l'Associazione italiana editori, non sembrava vero di correre in soccorso degli ospiti torinesi e di lanciare una frecciattina anche verso l'ex ministro Giuliano Urbani, «che ha sempre ignorato la nostra richiesta di una legge quadro per la promozione dei libri e della lettura. Non abbiamo mai chiesto soldi, soltanto azioni di sostegno, per esempio semplificare le procedure burocratiche che attualmente coinvolgono tre ministeri. Speravamo in Buttiglione, avevo già preparato il discorso, invece mi dicono che è andato a Todi, al comitato per il partito unico». Dopo un'ora Buttiglione ha chiamato il suo ex compagno di partito Picchioni, oggi della Margherita ma in anni lontani militante della Dc e per una stagione sottosegretario ai Beni culturali: «II ministro mi ha detto che non è potuto venire perché deve ritirare una laurea honorìs causa in Guatemala». Che non è il Katanga, ma è più lontano. Il ministro Buttiglione ha promesso che sarà al Lingotto lunedì pomeriggio, giornata conclusiva della Fiera. Tutto apparentemente si è ricomposto, ma il malumore resta. Ci ha detto Picchioni: «Ho semplicemente dato voce ai disagio dì una città che in questo perìodo si sente malconsiderata dal resto del Paese e dalle istituzioni, quasi dovesse scontare un peccato originale».
Buttiglione non si vede. E il Salone si ribella
Il 1990, a Torino, si è tenuta la Fiera del libro, allora chiamata Salone, con l'inaugurazione di Giulio Andreotti, presidente del Consiglio e autore. Dopo un inizio positivo, la giornata si è conclusa con un malumore, grazie a un discorso di Rolando Picchioni, segretario della Fondazione del libro, che ha criticato la mancanza di rappresentanza del ministro della Cultura, Rocco Buttiglione, e di altri politici. Il ministro Buttiglione ha promesso di essere presente la giornata successiva, ma il malumore rimane. La Fiera è stata vista come un'occasione per esprimere i disagi di una città che si sente malconsiderata dal resto del Paese e dalle istituzioni.
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