MENO STATUE DI BUDDHA E VASI CINESI, LA FONDAZIONE STUDIA IL PROGETTO. IL PD CASSIANI NON È CONVINTO MENO statue di Buddha e meno vasi cinesi. Ma più spazi per le mostre e gli allestimenti temporanei. Al Museo di Arte Orientale di via San Domenico ci si prepara per la riorganizzazione degli spazi al piano terreno e al primo piano che dal 2011 ospitano buona parte delle collezioni permanenti. Un'anticipazione del piano cui stanno lavorando alla Fondazione Torino Musei è emersa ieri, durante la visita dei consiglieri comunali della Commissione Cultura, presieduta da Luca Cassiani. Lo statuario esposto nelle sale del piano terreno, insieme ai preziosi reperti del Gandhara, sarà spostato in parte al primo piano, dove oggi si trova il percorso dedicato alla Cina. In questo modo la direzione dei musei civici conta di liberare un'ala di Palazzo Mazzonis per le mostre temporanee. «Si sta studiando una soluzione fa sapere da Chartes, dove si trova in vacanza, l'assessore alla Cultura, Maurizio Braccialarghe L'idea è di compattare e di ridurre l'attuale esposizione permanente per creare più margini per la rotazione dei pezzi della collezione e dedicare più spazio alle mostre temporanee». Il progetto di riorganizzazione del Mao, una perla tra le collezioni civiche torinesi, nasce con l'obbiettivo di incrementare il numero di visitatori. L'anno scorso ne sotimana, no passati circa 40mila. «L'obbiettivo è di attrarne di più organizzando più mostre temporanee dice Braccialarghe al pari degli altri musei civici». In questo modo anche chi ha già visto il museo una volta, secondo le intenzioni della Fondazione, sarà spinto a tornarci. Sulla questione vuole vederci chiaro il presidente Cassiani (Pd), che ha già annunciato di aver convocato per una audizione a Palazzo Civico la presidente della Fondazione, Patrizia Asproni. «Va bene il progetto di creare più spazi per le mostre temporanee avverte ma bisogna prestare attenzione a non privare i visitatori di una parte unica e preziosa delle collezioni».