Paura in via Toledo, ma (stavolta) nessun ferito NAPOLI Napoli continua a crollare. Ancora pietre che vengono giù dai palazzi. E, purtroppo, ancora una volta da un palazzo monumento della città. Dopo la tragedia della Galleria Umberto I, che costò la vita al giovane Salvatore Giordano, e dopo i numerosi altri cedimenti verificatisi anche dal teatro San Carlo e da tanti altri siti storici, ieri è stata la volta di Palazzo Cavalcanti, storico edificio in via Toledo. Per la precisione, i grossi pezzi di intonaco misti a pietre, si sono staccati da una porzione di edificio che affaccia alle spalle della strada principale, nel dettaglio in vico Lungo Gelso. I detriti hanno preso in pieno alcune auto in sosta e hanno destato preoccupazione tra gli abitanti della zona. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco che con un'autoscala hanno provveduto a spicconare ed a mettere in sicurezza. Il servizio sicurezza abitativa e la protezione civile comunale, hanno poi provveduto a recintare la strada. L'edificio è di proprietà comunale, e due degli appartamenti di gran pregio diversi anni fa sono stato ceduti da Palazzo San Giacomo al Teatro San Carlo. Fu una cessione dettata dall'esigenza di salvare il Massimo cittadino in grosse difficoltà economiche e, dunque le due proprietà ne andarono a rimpinguare il patrimonio. E stando a quanto racconta il portiere Alfredo Arcone il distacco sarebbe avvenuto proprio dalle proprietà affidate al San Carlo. «Il Teatro San Carlo accusa il portiere Alfredo Arcone non paga gli oneri condominiali da circa 2 anni e ha abbandonato le sue proprietà. Purtroppo il Palazzo Cavalcanti è in uno stato pietoso soprattutto per le istituzioni come lo stesso San Carlo ed il Comune di Napoli che non versano regolarmente il dovuto al condominio». «C'è stato molto spavento tra i presenti spiega il commerciante Genny Cardone ma per fortuna nessuno si è fatto male. Ogni giorno però nella zona si teme un crollo e si prega affinché non si trasformi nell'ennesimo dramma annunciato». Su quanto accaduto intervengono anche Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della Radiazza, che hanno sottolineato: «Se le proprietà da cui sono piovute le pietre stamattina fossero effettivamente del San Carlo vorrebbe dire che la tragedia del piccolo Salvatore Giordano morto a luglio a causa di calcinacci caduti dalla Galleria Umberto I non ha insegnato proprio nulla agli enti pubblici». Ma quella di Palazzo Cavalcanti non è e non sarà l'ultima emergenza in città. In queste ore destano preoccupazione anche le condizioni del Ponte di Chiaia, ingabbiato ormai da diversi anni. Nello specifico, a destare la preoccupazione del consigliere con delega al patrimonio Unesco Pino De Stasio, è la rete di protezione posta al di sotto dello storico ponte è visibilmente collassata, probabilmente a causa di nuovi cedimenti. «È necessaria una verifica urgente, la rete di protezione non garantisce più la sicurezza ai cittadini». La protezione è stata realizzata nel 201o a seguito del crollo di alcuni stucchi della volta. Da allora ha accumulato non solo calcinacci ma anche qualche supersantòs scagliato con forza. «La rete di protezione per la caduta di calcinacci, si è vistosamente staccata e quindi non garantisce più la sicurezza dei cittadini», ha aggiunto De Stasio in un esposto congiunto inviato all'assessore alle politiche urbane, Carmine Piscopo e alla dirigente dell'osservatorio Centro Storico Unesco, Elena Coccia. «Preoccupano anche la presenza di erbacce lungo tutta l'arcata del ponte, le quali possono procurare ulteriori danni per la pubblica incolumità».