Cattolica Eraclea. Cercavano bracconieri, invece, hanno trovato una banda di tombaroli. Si può sintetizzare così l'operazione dei carabinieri delle Stazioni di Cattolica Eraclea e Montallegro, portata a termine l'altra notte e che ha permesso il recupero di 56 monete medievali di interesse storicoculturale. Cinque persone, tutte del catanese, sono state denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento, per impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo stato e furto aggravato. Con l'avvicinarsi dell'inizio dell'attività venatoria i militari dell'Arma, hanno messo in atto alcuni servizi antibracconaggio per combattere un fenomeno molto diffuso dalle nostre parti. I carabinieri diretti dal capitano Giuseppe Asti e dal maresciallo Liborio Riggi, si sono appostati nelle campagne in territorio del Comune di Cattolica Eraclea, a ridosso del sito archeologico denominato colle della Giudecca, che gravita nell'orbita della SOPRINTENDENZA ai Beni Culturali di Agrigento e ritenuto di grande rilevanza storica per l'esistenza sottoterra di reperti risalenti a periodi di insediamenti diversi e anche di dell'età greco-romana. Per uscire allo scoperto aspettavano l'eventuale passaggio di qualche cacciatore di frodo. In lontananza, invece, si sono accorti della presenza di un gruppo di persone con delle lampadine in mano aggirarsi all'interno dell'area archeologica. I militari hanno pensato a qualcuno che stava cercando nascondigli di conigli o lepri. L'operazione ha impegnato per oltre quattro ore gli investigatori, che a passo di leopardo e con dei binocoli e visori notturni si sono insediati nella fitta vegetazione, attendendo il momento giusto per saltare fuori. Quando hanno visto una macchina allontanarsi hanno deciso di intervenire, bloccando il mezzo a poche centinaia di metri di distanza. Nell'abitacolo cinque soggetti. Nel corso della perquisizione sotto il sedile sono state trovate 56 monete di grande interesse storico, che erano state asportate dal sito dopo uno scavo. Gli elementi ottenuti hanno confermato che si trattava di una squadra di tombaroli, procacciatori di reperti archeologici, illecitamente acquisiti e in attesa di piazzarli clandestinamente ad appassionati collezionisti, che comprano consapevolmente gli oggetti storici di provenienza furtiva. 26082014