PORTOFERRAIO «Una polemica pretestuosa». La dottoressa Alba Macripò, direttore del museo nazionale delle residenze napoleoniche replica in questo modo all'articolo pubblicato da Le Figaro. Un articolo durissimo, nel quale viene criticata la gestione del giardino della Villa dei Mulini e viene tirata in ballo lo stesso direttore. «Siamo aperti alle critiche spiega il direttore delle residenze napoleoniche ma in questo caso si va oltre. Non so quando e in quale occasione la giornalista del quotidiano francese abbia visitato la Villa dei Mulini. Dico solo che, a cadenza regolare, inviamo la documentazione fotografica al ministero circa le condizioni del giardino delle ville. Abbiamo lavorato tanto in questi mesi per migliorare la situazione, il degrado raccontato dal giornale francese non è reale. Poi, sia chiaro, si può sempre migliorare, ma il giardino è in buone condizioni». È una difesa a 360 gradi quella messa in campo dal direttore dei musei. Una difesa che si estende alle critiche, raccolte dallo stesso Le Figaro, circa le chiusure in piena estate delle ville per il turno di riposo. Una polemica, questa, emersa più volte sul nostro territorio, tanto che il Comune di Portoferraio ha chiesto ufficialmente che, in estate, i musei restino aperti tutti i giorni. «Le ville sono parte del sistema museale nazionale racconta Macripò il giorno di riposo settimanale è previsto da accordi su base nazionale e vale all'Elba, come altrove. Detto questo, ci tengo a precisare come, per il Bicentenario siano state fatte numerose aperture straordinarie e anche nei giorni di chiusura il personale sia stato disponibile a far entrare troupe di giornalisti per girare numerosi filmati per il Bicentenario». Il quadro, insomma, non sarebbe negativo come quello dipinto da Le Figaro. «Dispiace per queste critiche ammette Macripò - ma i dati sono a nostro favore. Le presenze sono aumentate in modo sensibile e da maggio ad oggi hanno visitato le ville centinaia di giornalisti e autorità da tutto il mondo, impressionati per quanto hanno visto. Dopo 18 anni abbiamo riaperto il teatro, abbiamo compiuto interventi importanti sulle ville. Ma, purtroppo, le cose fatte bene passano inosservate».