PORTOFERRAIO La luce dei riflettori rende tutto più nitido. Si possono esaltare i pregi, ma nascondere i difetti è quasi impossibile. Ne sa qualcosa l'Isola d'Elba, finita in queste ore sulle pagine di un quotidiano di livello internazionale. Un successo, verrebbe da pensare, ma le virtù dell'isola, stavolta, non c'entrano un bel niente. Piuttosto Le Figaro, autorevole giornale francese, ha mollato una sberla mica da ridere ai gestori delle Ville Napoleoniche, puntando il dito in particolare contro lo stato di degrado del giardino della Palazzina dei Mulini. «In stato di abbandono, una vergogna", hanno scritto gli "amici" - si fa per dire - transalpini che, nel pieno delle celebrazioni del Bicentenario di Napoleone, hanno calato giù dalle Alpi un boccone avvelenato che, all'Elba, sarà difficile da digerire. Si intitola "Il giardino di Napoleone all'isola d'Elba è in abbandono", il pezzo firmato dall'inviata Valérie Lejeune, pubblicato nell'edizione on line di Le Figaro. L'articolo ha impiegato poche ore ad arrivare fino alle coste dell'Elba, provocando reazioni immediate. Del resto è chiaro a tutti come il Bicentenario dell'esilio di Napoleone sia, per una piccola isola come l'Elba, una lente di ingrandimento d'eccezione e un'opportunità da non perdere per il turismo. Ma, in questo caso, quella stessa occasione si è trasformata in una sorta autogol. «Muri di cinta che si sgretolano, agavi agonizzanti, parterre devastati: 200 anni dopo il suo esilio all'Elba, il giardino della residenza dell'Imperatore si presenta come un giardino desolato e irsuto. È urgente fare una riqualificazione». L'attacco dell'articolo di Le Figaro è una mazzata pesante nei confronti della Villa dei Mulini e, in particolare, dello stato dei giardini esterni, dove lo stesso Napoleone amava passeggiare durante l'esilio sull'isola. Lo stesso giornale transalpino suggerisce l'idea di una sottoscrizione per rinnovare il giardino esterno. «In 300 giorni di esilio l'Imperatore ha tracciato strade, piantato ulivi e castagni, cambiato le leggi, l'urbanistica e l'architettura, potenziato l'economia, insomma, ha inventato un piccolo paese che ora ha ricchezza e fama, anche disegnando una bandiera decorata con le tre api. Duecento anni dopo la residenza imperiale è quasi abbandonata». Più che una critica un attacco frontale che non si è limitato alle condizioni del giardino della Villa dei Mulini ma si è esteso alla prassi dei giorni di chiusura della residenza. «Il tutto costa 5 euro scrive il giornale francese ed è permesso il giorno di riposo la domenica e dopo pranzo e anche il martedì tutto il giorno in piena estate. In italia, questo si chiama "vergogna"». Le parole al veleno sono arrivate dritte dritte fino a Portoferraio. «L'articolo è pesante, troppo pesante commenta a caldo l'assessore al turismo del Comune di Portoferraio, Roberto Marini l'analisi è impietosa, si riferisce alle condizioni del giardino della Villa, ma comunque non tiene conto di quanto il territorio ha fatto in occasione del Bicentenario». Critiche pesanti, insomma, sebbene è stato lo stesso Comune, in questi mesi, a chiedere un cambio di marcia nella gestione dei siti culturali della città alla Soprintendenza. «La proposta è sul tavolo della Soprintendenza racconta Marini l'idea è quella di una gestione a doppia velocità dei musei napoleonici, con la Soprintenza a gestire gli aspetti culturali in maniere esclusiva e con la parte organizzativo-commerciale da gestire in sinergia con il territorio. Con i Comuni o, magari, tramite la gestione associata del turismo».