Lo storico boccia senza appello la proposta del critico Sgarbi di spostare il capolavoro di Botticelli per Expo 2015: "La manifestazione dovrebbe parlare di cibo" Venere a Venaria Reale? "Non so se definirlo una sceneggiata estiva o un colpo di sole. Oppure uno sviluppo perfettamente coerente dell'affaire Bronzi di Riace. A questo punto sono curioso di scoprire la prossima mossa di Sgarbi: spostare il Colosseo? Trasferire Pompei?". Lo storico Tomaso Montanari boccia senza appello la proposta del critico di spostare il capolavoro di Botticelli per Expo 2015. Un'operazione troppo rischiosa? "LA questione è di politica culturale e, solo in un secondo momento, tecnica. Il problema è perché mandare la Venere all'Expo, una manifestazione che dovrebbe parlare di alimentazione. Non si capisce perché in Italia, qualunque sia l'occasione, ci si debba rivolgere a questo enorme giacimento di petrolio che è la cultura, esibire i gioielli di famiglia anche quando non c'entrano niente col contesto. Ma la colpa non è solo di Sgarbi". In che senso? "Proprio a Firenze Antonio Paolucci si autodefinì il "movimentatore massimo" di opere d'arte e oggi il Polo museale manda in giro qualunque cosa: basti pensare all'Annunciazio-ne di Botticelli, più delicata della Ve-nere, che è volata a Gerusalemme un anno fa". Eppure proprio agli Uffizi esiste una lista di opere "incedibili". "Un elenco del genere è ancora più paradossale perché significa implicitamente che le opere non incluse possono essere date via liberamente. Io credo si debba valutare caso per caso in base al valore dell'operazione culturale: se, per esempio, il Metropolitan di New York organizzasse una mostra straordinaria con tutto Botticelli curata da specialisti, allora perché no. I rischi di questi spostamenti sono sempre due: uno fisico, mai del tutto eliminabile, e uno morale, legato all'estrarre l'opera dal suo contesto senza creare un reale aumento di conoscenza".