SCATTANO i lavori per la nuova pavimentazione della Villa comunale, ma c'è subito un intoppo: i condotti fognari sono chiusi. L'hanno scoperto i tecnici di una ditta incaricata dall'Ansaldo di effettuare le prime verifiche propedeutiche alla pavimentazione del tratto che va da piazza Vittoria fino alla Cassa Armonica: alcune condotte finiscono in "recapiti" sigillati con il cemento, quindi inutilizzabili. Questo potrebbe spiegare perché la Villa si trasforma in un acquitrino paludoso a ogni pioggia. Gli scarichi, almeno quelli presi in esame ieri, non portano a nulla. O meglio: portano a una sorta di vicolo senza uscita sbarrato da un blocco di cemento. Nonostante i cosiddetti recapiti non siano in funzione, però, risultano regolarmente collegati a condotte di scarico. Un'anomalia che ha costretto i tecnici a sospendere subito i lavori e a chiedere un sopralluogo dei responsabili del Comune, sul posto si è recato immediatamente il geometra Sandro Pietrafesa. La situazione "ingarbugliata" del sistema delle condutture del sottosuolo della Villa potrebbe essere stata determinata dai lavori che si sono susseguiti in fasi diverse a partire dagli anni '90. È come se chi ha operato in una seconda fase non ha recepito quanto effettuato da chi l'ha preceduto. Solo così si potrebbe spiegare che ci sono allacciamenti fognari collegati a collettori in disuso. Un bel guaio per l'atteso intervento di recupero del parco. La prima fase dei lavori, quella relativa proprio al sistema di scarico fognario, doveva concludersi entro il 20 settembre, ma si rischiano tempi più lunghi. Oggi è prevista una nuova verifica e se ne potrebbe sapere di più. Superato questo ostacolo si potrà procedere alla nuova pavimentazione della storica Villa del lungomare, così come annunciato dal vicesindaco Tommaso Sodano. Sarà utilizzato un impasto di tufo mischiato a elementi che ne dovrebbero migliorare la stabilizzazione conservandone le caratteristiche cromatiche. La nuova pavimentazione dovrebbe usu- rarsi più tardi rispetto a quanto avviene oggi. Il Comune avrebbe voluto utilizzare il calcestruzzo architettonico già usato al Molosiglio, ma è arrivato il veto della soprintendenza che sugli interventi nel parco di Chiaia, bene vincolato, ha l'ultima parola. Da qui la decisione di puntare su questo nuovo impasto che dovrebbe evitare il prodursi della polvere di tufo, che attualmente rende irrespirabile l'aria all'interno della Villa comunale al primo soffio di vento. Dopo la pausa estiva sono ripresi i lavori anche nella Galleria Umberto. Il monumento sarà restaurato dopo il tragico crollo di un pezzo della facciata di via Toledo che ha causato la morte del quattordicenne Salvatore Giordano. L'intervento sarà a carico dei privati e il Comune, in caso di mancato rispetto dell'ordinanza di messa in sicurezza firmata a luglio dal sindaco Luigi de Magistris, è pronto a procedere in danno dei condomini. Da ieri è completamente "ingabbiata" anche la facciata del teatro San Carlo dove è corso un intervento di restauro. Stessa situazione per Palazzo Reale.
Villa, scattano i lavori ma c'è subito uno stop le condotte fognarie sono tutte ostruite
Il Comune di Napoli ha avviato i lavori per la pavimentazione della Villa comunale, ma i tecnici hanno scoperto che i condotti fognari sono chiusi. I condotti finiscono in "recapiti" sigillati con il cemento, quindi inutilizzabili. Questo potrebbe spiegare perché la Villa si trasforma in un acquitrino paludoso a ogni pioggia. Gli scarichi, almeno quelli presi in esame, non portano a nulla. O meglio: portano a una sorta di vicolo senza uscita sbarrato da un blocco di cemento. Nonostante i cosiddetti recapiti non siano in funzione, però, risultano regolarmente collegati a condotte di scarico.
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