UN PROGETTO a lungo pensato e per anni favoleggiato che sembra sempre più vicino alla realizzazione, ma che spaventa associazioni ambientaliste e cittadini. Una lettera, firmata da Pro Natura, Legambiente, Wwf e Italia Nostra, chiede conto di quanto stia succedendo. L'autunno, con le sue piene, forse non è il periodo migliore per lavorare sul Po, ma la preoccupazione che in tempi brevi spunti un "mostro" subito dopo il ponte Vittorio Emanuele c'è: «A quanto è dato di sapere è stato redatto il progetto definitivo scrivono gli ambientalisti A settembre dovrebbe essere siglata la concessione e poi il cantiere partirà». Dopo anni di lettere e appelli per capire le modalità del progetto, e se i rilievi di Provincia e Soprintendenza fossero stati presi in considerazione, ora c'è allarme per l'accelerazione: «Sapevamo che era stato approvato il progetto preliminare dice Emilio Soave, vicepresidente di Pro Natura Ora il Comune ha dato la concessione per la progettazione, realizzazione e gestione dell'impianto alla Società Insubria con altre imprese». I dubbi sono tanti e condivisi «anche da gruppi e associazioni che praticano la pesca sportiva e alcuni circoli remieri». Si va dall'impatto paesaggistico che l'opera potrebbe avere su quell'ambito «di rilevante valore storico», che aveva spinto la Soprintendenza a mettere un freno ai progetti di dehors davanti ai Murazzi, ai «guasti» all'ambiente fluviale, ma soppratutto gli ambientalisti sono preoccupati per «la bocca di presa che assorbirà 37 metri cubi al secondo e si troverà solo a 50 metri a valle del ponte napoleonico, rischiando di provocare anche erosione dei piloni». Gli assessori competenti, quello all'Ambiente, Enzo Lavolta, e quello ai Trasporti, Claudio Lubatti, non hanno risposto alle lettere degli ambientalisti: «Siamo fermi al 2012, non abbiamo più avuto informazioni nonostante le molte richieste lamenta ancora Soave Vorremmo avere accesso agli atti e capire se sia stato fatto tutto in regola». Tra i cittadini, infatti, c'è chi lamenta anche lo scarso utilizzo dei battelli fluviali che, con la costruzione di una conca di navigazione, dovrebbe diventare possibile fino a Sassi: «Abbiamo grossi dubbi su questo scatolone di cemento di cui non si comprende l'utilità dice un'altra cittadina Il progetto di prosecuzione della navigazione a motore a fini turistici, e l'ipotesi di scavo di un canale navigabile nel letto del fiume, non è stato mai condiviso con gli interessati. È assurdo pensare all'estensione del tratto navigabile, quando oggi i due battelli neanche riescono ad arrivare a Moncalieri e agli altri 4 attracchi che pure sono stati costruiti in questi anni». Per quanto possa sembrare imponente il Po non è quasi mai in piena, quella di quest'estate è stata un'eccezione, e potrebbe essere navigabile massimo sei mesi l'anno: «Chiunque cammini sulle rive, dal lato del parco Michelotti si può rendere conto di quanto sia bassa l'acqua aggiunge Soave Non riuscirebbe a stare in acqua una canoa, figuriamoci i battelli della Gtt». Gli ambientalisti sono anche preoccupati dai precedenti: «Da mesi sono bloccati i lavori per la centrale idroelettrica sulla Dora vicino alla Pellerina denunciano Avrebbero dovuto concludersi a luglio, ma stanno lasciando un cantiere con scavi a cielo aperto nel parco, con danni enormi per l'ambiente ». Per monitorare la situazione è stato costituito un gruppo di lavoro chiamato "Osservatorio sul Po a Torino". «Vogliamo risposte precise dall'amministrazione, sia sul metodo con cui è stato approvato il progetto sia sulle conseguenze ambientali».