Acidini: "Vista la contingenza dei Nuovi Uffizi quei soldi avrebbero subito una destinazione" "Sarebbe una cifra importante ma non risolutiva: abbiamo donatori che hanno regalato 500mila euro" A DECIDERE, lo ribadisce, dovrà essere il ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Ma una cosa Cristina Acidini vuole metterla inchiaro:sela Nascita di Venere partiràdavvero per Venaria Reale, non sarà solo per le centinaia di migliaia di euro («da 600 a 800 mila») promesse da Sgarbi: «E' evidente spiega la soprintendente al Polo museale fiorentino che, vista la contingenza con i lavori per i Nuovi Uffizi, quei soldi troverebbero facilmente una destinazione. Ma non si tratta di una cifra risolutiva. Col tempo, ai nostri tradizionali donatori come gli Amici degli Uffizi e i Friends of Florence, si sono affiancati alcuni donatori privati come un signore statunitense che, di recente, ha regalato al museo 500 mila euro, e senza chiedere niente in cambio. Insomma, quella di cui ha parlato Sgarbi sarebbe sì una cifra importante, ma non in grado di fare la differenza e, se la decisione di prestare il Botticelli verrà presa, dipenderà dalla valutazione di altri fattori». Gli 800 mila euro che, nella migliore delle ipotesi, convolerebbero a Firenze grazie all'operazione promossa dal critico d'arte corrispondono in effetti al 10 per cento del bilancio annuale del più visitato museo italiano che, nel 2013, ha potuto contare su un introito netto di 8 milioni e 27 mila euro: in pratica, circa 21 mila e 500 euro al giorno che fanno sì che, per arrivare alla fatidica quota di 800 mila, bastino 37 giorni di aperture ordinarie. Intanto, resta il problema della lista di capolavori «incedibili» stilata nel 2007 dal direttore degli Uffizi Antonio Natali, un elenco di ventitré opere d'arte dal valore inestimabile e considerate insostituibili per l'identità del museo che, in virtù della legge 27 gennaio 2004, non potrebbero lasciare la loro collocazione. Nefannoparte,accantoalla Nascita di Venere diBotticelli(e,naturalmente,alla «sorella» Primavera) le tre Maestà di Cimabue, DuccioeGiotto,epoiil Dittico dei Duchi d'Urbinodi Piero della Francesca, la Sant'an-na Metterza di Masaccio, l'Annunciazionedi Simone Martini, l'Adorazione dei Magi di Leonardo (oggi «ricoverata» all'Opificio per restauro), il Tondo Doni di Michelangelo, Medusa diCaravaggio, Leone X coi cardina-li ela Madonna del cardellino diRaffaello,la Madonna del collo lungo diParmigianino,oltre ad alcune sculture romane come la Vene-re de' Medici, il Vaso Medici o il Doriforo. Ma anche, per esempio, la Venere d'Urbi-no di Tiziano, per la quale, nella primavera del 2008, fu deciso di concedere una deroga: il suo trasferimento a Tokyo, dal 3 marzo al 18 maggio di quell'anno, scatenò un casus belli, ma servì a finanziare il restauro di un altro "big" presente nell'elenco, la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello. Sempre a Tokyo era volata, l'anno prima, l'Annuncia-zione di Leonardo (anch'essa poi finita nella lista degli «incedibili»), accompagnata da lunghe polemiche che avevano visto in prima fila il regista Franco Zeffirelli e il senatore di Forza Italia Paolo Amato, che si era persino incatenato a una colonna del museo. Querelle più recente, infine, quella legata a un'altra opera di Botticelli, l'affresco con L'Annunciazione di San Martino alla Scala, che esattamente un anno fa partì per Gerusalemme per rimanervi ben quattro mesi, nonostante un iniziale stop dovuto ai rischi per la situazione geopolitica in Medio Oriente.