Le due parti acquistate all'interno dell'operazione "eredità Bardini" unite alla terza che è a Milano Le tre tavole, finiti i quattro mesi della rassegna, arriveranno nel museo fiorentino e potrebbero restarci IL TRITTICO di Antonello da Messina tornerà a Firenze ricomposto e, dopo l'Expo, resterà agli Uffizi per vent'anni. L'idea è un sogno nel cassetto del direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali che tre anni fa ne parlò ad un convegno su Antonello da Messina ospitato all'istituto universitario olandese. Quel sogno ora diventa reale e viene svelato da Vittorio Sgarbi che è il regista dello scambio artistico che avverrà fra Milano e Firenze. E' stato in passato proprio Natali ad accennare l'idea al critico e Sgarbi si è messo subito al lavoro: «E' tutto deciso, l'operazione ha già avuto il via libera dal ministro Franceschini - spiega lo stesso critico - e del direttore della Galleria Antonio Natali» oltre che del presidente della Regione Roberto Maroni. Ci tiene molto Sgarbi al progetto e ha ragione perché rappresenta un unicum e può fare scuola. Attualmente le tre tavole dell'opera di Antonello da Messina sono separate per via di un travagliato passato. Una si trova al Castello Sforzesco di Milano, due agli Uffizi e sono state comprate a metà degli anni Novanta da una commissione nominata da Antonio Paolucci e di cui faceva parte anche l'attuale sovrintendente Cristina Acidini. C'erano da investire i soldi dell'eredità di Stefano Bardi- ni, antiquario fiorentino che aveva lasciato un patrimonio allo Stato con l'impegno di acquistare una o più opere di «eccezionale importanza » da destinare agli Uffizi se fosse stata di pittura, al Bargello se di scultura. Fra mille polemiche, vennero scelte quelle tavole di Antonello da Messina acquistate per una cifra intorno ai sedici miliardi di vecchie lire e poi restaurate nel 1997 all'Istituto Centrale del Restauro di Roma (erano in cattive condizioni). Le due opere, una Vergine in trono col bimbo e due angioli che la incoronano di fiori e un San Giovanni evangelista col calice e il drago, sono attualmente agli Uffizi, ma verranno prestate per quattro mesi, in occasione dell'Expo per la mostra organizzata a Palazzo Bagatti Valsecchi, in via Gesù a Milano, sede del quinto padiglione sgarbiano (in tutto saranno 14 i percorsi culturali). A Palazzo Bagatti Valsecchi verrà esposto unitariamente il Trittico composto da San Benedetto, cioè la tavola conservata alla Pinacoteca del Castello Sforzesco, e il San Giovanni Evangelista e la Madonna col bambino, cioè le tavole custodite dagli Uffizi. Mancano a completare il polittico, la cimasa, cioè la parte superiore delle tavole con i Dottori della Chiesa, conservata a Palermo alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis, ma su questo punto i critici non sono tutti d'accordo. Gli Uffizi per riavere il pezzo mancante del trittico cederanno qualcosa in cambio: una Madonna col bambino di Vincenzo Foppa, pittore lombardo di metà del '400. E' questo il quadro che gli Uffizi spediranno sempre per l'Expo e che poi resterà a Milano. Ci sarà dunque uno scambio artistico non soltanto un prestito di opere. Lo conferma, in seguito alle dichiarazioni di Sgarbi, lo stesso direttore Natali: «Sì, ho avuto già un incontro con il ministro Franceschini e con il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Gli incontri sono stati organizzati grazie all'impegno di Vittorio Sgarbi che ha subito condiviso questa importante operazione storica critica che riguarda il patrimonio della Galleria». Ma in realtà non soltanto «il patrimonio della Galleria » perché il progetto va a vantaggio soprattutto dei visitatori che potranno "leggere" il trittico e non soltanto le singole tavole custodite in musei separati. «Al di là della soddisfazione per noi degli Uffizi, questa operazione può aprire la strada ad altri ricongiungimenti per opere che nel corso della storia sono state smembrate» spiega Natali. Le opere acquistate con il denaro dell'eredità Bardini, nel 2002 erano state presentate per la prima volta al pubblico alle Reali Poste in occasione della mostra inaugurata dal soprintendente di allora Antonio Paolucci e dal sindaco Leonardo Domenici, «Antonello da Messina per gli Uffizi», per l'occasione Milano prestò la parte mancante del Trittico.
FIRENZE - Antonello da Messina in prestito all'Expo poi il trittico ricomposto starà 20 anni agli Uffizi
Il Trittico di Antonello da Messina, composto da quattro tavole, sarà prestato per quattro mesi al Palazzo Bagatti Valsecchi a Milano in occasione dell'Expo. Le tre tavole acquistate all'interno dell'operazione "eredità Bardini" saranno unite alla terza che è a Milano. Il Trittico sarà esposto unitariamente e sarà possibile "leggere" l'opera completa. Le tavole sono state acquistate con il denaro dell'eredità Bardini e sono state restaurate nel 1997. Le opere saranno prestate agli Uffizi per quattro mesi e poi resteranno a Milano per vent'anni. Il progetto è stato sostenuto dal direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali e dal critico Vittorio Sgarbi.
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