MILANO Mantova presterà a Milano, per tutta la durata di Expo, l'opera «Al Caffè» (1884) del pittore Federico Zandomeneghi. Ad annunciare l'accordo già preso il sindaco della città, Nicola Sodano, intervenendo insieme ad altri Comuni lombardi sull'opportunità o meno di portare a Milano alcune opere d'arte nei sei mesi dell'esposizione universale. A far accendere il dibattito tra gli amministratori locali il rifiuto del sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti (centrosinistra), di prestare «L'ortolano» di Giuseppe Arcimboldo, la natura morta che ha ispirato Foody, la mascotte di Expo 2015. «Se i turisti vogliono vedere il dipinto vengano qui», il pensiero di Galimberti. «Un'occasione persa», quello dell'assessore regionale alla Cultura Cristina Cappellini (cremonese anche lei ma in quota Lega). A seguire le posizioni di sindaci e amministratori lombardi, ciascuno con una propria idea sulla questione, tutti ben decisi a trovare la strada migliore per sfruttare Expo a proprio vantaggio. «Non dobbiamo essere provinciali dice il sindaco di Mantova . Trovo la gelosia di Cremona fuori luogo. Noi abbiamo scelto di prestare il quadro di Zandomeneghi, che proviene dalla collezione Mondadori di Palazzo Te, al padiglione di Expo "Arts foods". Così qualche turista disattento in arrivo a Milano da mondi lontani si accorgerà di Mantova e sarà invogliato a scoprire tutti gli altri tesori della città, tra cui la camera di Amore e Psiche che stiamo finendo di restaurare». Dello stesso parere il Comune di Bergamo: «L'evento del 2015 è un'occasione unica dice l'assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti . Se Expo ci chiedesse un'opera simbolo della città, presteremmo "Giuseppe", la scultura dell'artista kosovaro Sislej Xhafa che raffigura Garibaldi. Bergamo continua Ghisalberti è conosciuta come la città dei Mille per aver assicurato alla spedizione garibaldina un'eccezionale adesione di volontari. Penso che quest'opera, oggi conservata alla galleria d'arte moderna e contemporanea, sia quella giusta per far conoscere la città. E richiamare turisti a scoprire la Pinacoteca che riaprirà proprio per Expo». Più prudente Brescia: «Uno dei nostri simboli è la scultura di bronzo della Vittoria alata dice l'assessore alla Cultura Laura Castelletti . Se ce la chiedessero perché parte di un progetto in grado di far conoscere la nostra città, per esempio la mostra archeologica che aprirà nei sei mesi dell'esposizione all'interno di Santa Giulia, sarei d'accordo. Altrimenti, no: Expo non è una fiera campionaria nè può essere una vetrina solo per Milano». Un pensiero, quest'ultimo, condiviso anche da Monza: «Non presterei la Corona ferrea dice il sindaco Roberto Scanagatti . O l'evento sarà davvero diffuso in tutta la regione o sarà un fallimento. Dovremo quindi invogliare i turisti a venire da noi, a vedere per esempio in Duomo l'affresco di Arcimboldo». E pure Pavia: «Valuteremo qualunque richiesta dice l'assessore Giacomo Galazzo ma preferirei che fossero i visitatori a spostarsi, non le opere».