Il direttore della Galleria Natali a Sgarbi: il codice dei Beni Culturali è chiaro Prestare o non prestare? Questo è il problema. Ma non basta parafrasare Shakespeare per risolverlo, bisogna impelagarsi in una matassa di consensi e dissensi. Di pareri autorevoli (che andrebbero rispettati) e di voci che si alzano dal coro pretendendo di dare disposizioni. Al centro della discussione degli ultimi giorni, il prestito della «Nascita di Venere» del Botticelli alla Reggia della Venarìa di Torino, in occasione di Expo 2015. Niente di sicuro, ad oggi il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini (a cui spetta la decisione finale) non ha ricevuto nessuna richiesta, ma il dibattito sta già infiammando mezzo Paese. A dare il là alla discussione è stato il critico Vittorio Sgarbi, che ha proposto il prestito per un periodo di oltre sei mesi alla reggia del torinese. «La Reggia di Venaria, con Torino, sarà uno dei principali centri dell'Expo del 2015 gli ha fatto eco Fabrizio Del Noce, presidente del Consorzio di valorizzazione culturale Venaria Reale , una prestigiosa vetrina di eventi ed iniziative culturali di rilevanza internazionale. Ringrazio l'amico Vittorio Sgarbi per l'idea di esporre da noi la ''Venere'' del Botticelli in tale occasione». «Noi ha aggiunto ci proponiamo come la "Reggia della bellezza dell'arte italiana" e l'opera del Botticelli ne è il simbolo». E quello che sembrava un rumor da poco, di quelli che stanno bene sotto l'ombrellone, si è trasformato in un dibattito da prima pagina. «La sfida che dobbiamo vincere è quella di allungare la permanenza nel nostro Paese di tutti i visitatori dell'Expo, offrendo loro le occasioni e le modalità per andare a visitare quel museo diffuso che è l'Italia è stato l'unico commento del ministro Franceschini, interpellato sulla faccenda Quindi ora dico basta a questo dibattito quotidiano e improvvisato su singoli capolavori. Se ci saranno richieste formali, solo queste verranno esaminate, per quanto di nostra competenza, e con tutto il rigore scientifico e la ragionevolezza necessari. Il resto è solo dibattito estivo». Della stessa idea anche Antonio Natali, che giudica la questione una «polemica agostana» e non entra nel merito della questione, anche se in passato aveva espresso parere contrario riguardo alla cessione di queste superstar dell'arte. «La faccenda sarebbe molto semplice da snocciolare, se solo si seguisse la legge», spiega. E in effetti, l'articolo 66 comma 2 del Codice dei beni culturali in tema di «Uscita temporanea per manifestazioni», parla chiaro: «Resta inibita l'uscita temporanea dei beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, galleria, pinacoteca, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica». E il direttore degli Uffizi, punta il dito proprio in questa direzione, «perché se c'è una legge dice è fatta per essere rispettata». «È un diritto di chi entra agli Uffizi e magari arriva dall'altra parte del mondo, trovarsi davanti determinate opere». E proprio a supporto di questo modus pensandi , lo stesso Natali nel 2007 stilò una lista di 23 opere che a suo parere non sarebbero dovute essere mai spostate all'estero, non (o non solo) per problemi di conservazione o di dimensione, ma per far fede alla legge di cui sopra. Ventitré capolavori, tra cui i due Botticelli più famosi del globo e i tre Leonardo custoditi in galleria. E poi la Venere di Urbino, le tre maestà di Giotto, Cimabue e Duccio da Buoninsegna fino alla Sant'Anna Metterza di Masaccio e Masolino e al Tondo Doni di Michelangelo, solo per citarne alcuni. «Ma ci tenni a sottolineare una cosa, e la misi nero su bianco aggiunge Natali Che quella lista sarebbe potuta essere molto più lunga di così. Non c'è Giorgione, non ci sono Filippino e Filippo Lippi, non c'è Perugino e non ci sono una serie pressoché infinita di altri artisti che ci sarebbero stati benissimo». Un nucleo ristretto, dunque, rappresentativo (ma non esaustivo) della enorme collezione del museo, quasi a dire che se proprio qualcosa doveva essere prestato, andavano risparmiati i «must have » della Galleria. «Ad ogni modo, per me aggiunge non dovrebbero essere spostati nemmeno in Italia. Che differenza c'è se un'opera va a Milano o a Lugano? Se varca il confine corre maggiori pericoli?».
La Venere resta agli Uffizi. Per legge
Il direttore della Galleria Natali a Sgarbi: il codice dei Beni Culturali è chiaro. Il prestito della Nascita di Venere del Botticelli alla Reggia della Venarìa di Torino, in occasione di Expo 2015, è un problema. Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini non ha ricevuto nessuna richiesta, ma il dibattito sta già infiammando mezzo Paese. Vittorio Sgarbi ha proposto il prestito per un periodo di oltre sei mesi alla reggia del torinese. La Reggia di Venaria, con Torino, sarà uno dei principali centri dell'Expo del 2015. Fabrizio Del Noce, presidente del Consorzio di valorizzazione culturale Venaria Reale, ha fatto eco alla proposta di Sgarbi.
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