Giuseppe Tattara Già docente di politica economica a Ca' Foscari Alcuni recenti articoli hanno posto l'accento sulla utilità dell'arrivo dei «grattacieli del mare» a Venezia, e allo stesso tempo l'estratto di verbale del Comitatone dell'8 agosto afferma di aver avuto, con la decisione di scavare il canale Contorta, come obiettivo il problema della salvaguardia del turismo e dell'occupazione in città. I due punti, turismo e occupazione, sono importanti e tra di loro inscindibili. Vediamoli. Quanto è il turismo che è generato dalle crociere? Secondo Paolo Costa sono 300.000 le persone che in un anno si fermano a pernottare a Venezia: poche su 8 milioni di pernottanti; le altre arrivano o partono in giornata e si fermano in città qualche ora. Quest'ultimo è un turismo escursionistico assimilabile al «mordi e fuggi», non certo una forma di turismo conveniente alla città, nel senso che sono maggiori i costi (inquinamento, rifiuti, congestione e simili) dei pochi benefici che questo turismo comporta. Anche se, per assurdo, dovesse venir meno tutto il turismo crocieristico che cosa succederebbe? I posti negli alberghi lasciati vuoti dai 300.000 crocieristi sarebbero facilmente occupati da altri turisti. I crocieristi infatti rappresentano il 3 dei pernottamenti in città (il 6 di quelli alberghieri) e arrivano nei mesi e nei giorni di maggior domanda turistica, dove gli alberghi sono prenotati e è difficile trovare un posto libero; nessuno se ne accorgerebbe perché i vuoti sarebbero rimpiazzati all'istante. Venezia è una città dove il problema è l'eccesso dei flussi turistici, non la carenza degli stessi. E comunque i crocieristi non verrebbero meno perché Venezia resterebbe uno scalo aperto alle navi di stazza relativamente media e piccola e ai grandi yacht, che portano forme di turismo ben più ricche di valore aggiunto. L'occupazione diretta e indiretta «locale» legata al porto crocieristico è, secondo lo studio commissionato dall'Autorità portuale, di 4.200 addetti; non 5000 come si dice. Io ho cercato di spiegare in altre occasioni che sono ben inferiori, comunque partiamo dalla cifra di 4.200. Bene, più dell'80 di questa cifra è, secondo lo stesso studio, legato a crocieristi ed equipaggi in quanto turisti. Ma se questi sono rimpiazzati dove è la perdita? Non c'è. Poi anche i turisti che arrivano in città con altri mezzi generano un indotto dovuto alle diverse spese che effettuano, dal portabagagli, al pagamento dei parcheggi o dei biglietti ferroviari o aerei, e la perdita occupazionale che deriverebbe dalla cancellazione delle grandi navi, se c'è, alla fine risulta molto bassa. Ma restano comunque gli arrivi delle navi mediepiccole nei cui confronti manca oggi una politica attenta da parte di Venice terminal passeggeri nell'incentivare le crociere tematiche (ne sono un esempio le «slow cruise» della Costa), l'ingresso di navi «pulite», nel facilitare l'attracco, la permanenza e l'attività di manutenzione in città degli yacht. Meglio parlare allora di una limitata riconversione di attività e il porto rinnovato potrebbe mantenere e anche rafforzare le competenze degli addetti specificamente connessi alle attività marittime. Le grandi navi necessitano di elevati investimenti, in buona parte fatti con denaro pubblico e producono pesante inquinamento; portarle in laguna richiede lo scavo di canali profondi, rettilinei, che danneggiano la morfologia lagunare e mettono in gioco la sopravvivenza della città. Come ho cercato di spiegare nel libretto «Contare il crocerismo», i costi per Venezia sono ben maggiori dei vantaggi Venezia è sempre stata e deve restare un porto, ma non può seguire la corsa al gigantismo navale.
Grandi Navi, per Venezia più costi che vantaggi
Un articolo recente ha discusso sull'arrivo dei grattacieli del mare a Venezia e sulla sua utilità. Tuttavia, secondo l'autore, il problema non è la mancanza di turisti, ma l'eccesso dei flussi turistici. I 300.000 turisti che arrivano in città ogni anno sono principalmente crocieristi che si fermano solo una notte e non contribuiscono significativamente al turismo conveniente. Se i crocieristi sparissero, i posti negli alberghi sarebbero facilmente occupati da altri turisti. Inoltre, il porto crocieristico di Venezia ha un impatto negativo sull'ambiente e la città, poiché le grandi navi richiedono investimenti pesanti e producono inquinamento.
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