«Le aree verdi dovrebbero essere una risorsa per la città ma stanno diventando un problema. Serve un intervento urgente sul Gianicolo dove il degrado ormai dilaga». Le parole della presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, sono chiare: sullo stato di abbandono del colle la «preoccupazione è forte» e «condivisa» dal territorio. Ma la responsabilità è da attribuire al Comune: «Il Municipio continua a non avere alcuna competenza, nè soldi per intervenire». E il Campidoglio già corre ai ripari: a breve si potrà ripartire con la manutenzione ordinaria. «Le aree verdi dovrebbero essere una risorsa per la città ma stanno diventando un problema. Serve un intervento urgente, anche e soprattutto sul Gianicolo dove il degrado ormai dilaga». Le parole della presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, sono chiare: sullo stato di abbandono del colle la «preoccupazione è forte» e «condivisa» dal territorio. Cima e pendici del memoriale al Risorgimento italiano come ha denunciato ieri il Corriere sono, infatti, trasformate in discarica: sommerse da montagne di rifiuti e sporcizia lasciati marcire al sole. Il Belvedere di piazzale Garibaldi è utilizzato come dormitorio, lungo il declivio sterrato che costeggia l'orto botanico invece si apre la giungla: rovi e arbusti, stracci, carcasse di auto arrugginite, scatoloni di detersivi vuoti. E lo stesso accade nelle terrazze superiori. Da piazza Anita Garibaldi, al Belvedere 9 febbraio 1849, invaso da cartacce e cocci di vetro di bottiglia. Fino al cantiere aperto di piazzale del Faro. «Tantissime aree verdi della città non sono manutenute spiega Alfonsi . Da una parte c'è il tema degli alberi, dall'altra quello dei giardini e delle piazze verdi, come il Belvedere del Gianicolo. In alcuni tratti non si riesce neanche a camminare a causa della natura inselvatichita, mancano cura e pulizia, e si crea degrado che, si sa, porta altro degrado. In molti casi questo tipo di vegetazione attira i senza fissa dimora che non dovrebbero essere incoraggiati a occupare luoghi così importanti anche per il turismo della città». Poi c'è il problema della sicurezza e del controllo. Ma la responsabilità è da attribuire al Comune: «Si è tanto parlato del decentramento del verde ma il Municipio continua a non avere alcuna competenza, nè soldi per intervenire sottolinea il mini sindaco . Abbiamo molte richieste da parte della città e di chi risiede a ridosso del Gianicolo, che al mattino trova le proprie case inondate dai rifiuti. Ma non possiamo fare altro che avanzarle al Comune, senza ottenere risposte». L'appello è quindi all'assessore all'Ambiente, Estella Marino: «Il Comune deve prendere provvedimenti urgenti ma non straordinari, l'unico modo per risolvere la questione del verde è l'ordinaria manutenzione». Il tema sembrerebbe essere, però, più complesso. Come fanno sapere dall'assessorato, il degrado del Gianicolo è stato provocato da una concomitanza sfortunata di eventi: la scadenza dell'appalto alla cooperativa che si occupava della manutenzione del verde di pregio (delle ville storiche); e il maggiore afflusso di turisti durante l'estate. Ma dovrebbe mancare poco: i rinforzi per la pulizia dell'area sono stati già chiamati (oggi dovrebbero finire il lavoro). E a breve verranno assegnati anche i nuovi appalti per il verde di pregio (Villa Sciarra e Gianicolo inclusi nel bando). Così si potrà ripartire con la manutenzione ordinaria.
Gianicolo, il Comune non dà risorse
Il Gianicolo, un colle a Roma, sta subendo un grave degrado. Le aree verdi sono trasformate in discarica e la preoccupazione è forte. Il Comune non ha competenza e soldi per intervenire, ma il Campidoglio sta già ripartando con la manutenzione ordinaria. Il degrado è stato provocato da una concomitanza di eventi, tra cui la scadenza dell'appalto alla cooperativa che si occupava della manutenzione del verde e il maggiore afflusso di turisti durante l'estate. I rinforzi per la pulizia dell'area sono stati già chiamati e verranno assegnati anche i nuovi appalti per il verde di pregio. La responsabilità è da attribuire al Comune, che continua a non avere alcuna competenza e soldi per intervenire.
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