Lo sfratto più atteso della città si farà. Il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, annuncia che «Palazzo Barberini tornerà ai romani». Via il Circolo Ufficiali, al suo posto nuovo spazio 50 sale, 5 mila metri quadrati in più per ospitare altre collezioni ed arricchire il già cospicuo patrimonio della Galleria nazionale d'arte antica. Uno sfratto atteso da anni, ma di cui si è tollerata una silenziosa proroga con tanta pazienza da far pensare a molti che forse nessuno volesse davvero schierarsi contro l'Esercito. Ma ora il cambio della guardia si farà. Escono gli ufficiali, entrano i caravaggeschi. «Stia tranquillo il sindaco Veltroni dice il ministro ma soprattutto i romani. Palazzo Barberini tornerà ad uso esclusivo della città». E aggiunge: «Ho il cuore lacerato, a 20 anni venni comandato proprio a Palazzo Barberini come ufficiale di complemento dei Granatieri di Sardegna. Soffro, ma i patti vanno rispettati». Il ministro Buttiglione: «II Circolo Ufficiali andrà via [patti vanno rispettati, Veltroni può stare tranquillo» tale, dunque, si farà. Andrà via il Circolo Ufficiali e al suo posto si troverà nuovo spazio - 50 sale, 5 mila metri quadrati in più - per ospitare altre collezioni ed arricchire il già cospicuo patrimonio della Galleria nazionale d'Arte antica. Via i militari, entrano i caravaggeschi «Il mio cuore è lacerato» dice il ministro Buttiglione. Perché uello che sta per fare va contro i suoi vent'anni. contro la sua storia di soldato e di ufficiale di complemento dei Granatieri di Sardegna. «Ero poco più che un ragazzo quando venni comandato a prestare servizio al Circolo Ufficiali di Palazzo Barberini. Ero emozionato e affascinato». Scherzi della storia. Sarà il ministro dei Beni Culturali, a rendere esecutiva una Recisione presa da anni e ribadita con un impegno formale da uno dei suoi predecessori che adesso è sindaco di Roma, Walter Veltroni. E che reclama con vigore proprio il rispetto degli accordi già firmati. «Stia tranquillo il sindaco - dice il ministro Buttiglione - ma soprattutto stiano tranquilli i romani. Palazzo Barbe-rini tornerà ad uso esclusivo della città. Gli Ufficiali se ne andranno. Con il cuore lacerato, ma i patti vanno rispetti». Lo dice in latino, Rocco Buttiglione, lìngua con cui ha familiarità: «Pacta sunt servanda», dunque. Ma quando? «Veda, ci sono anche dei tempi tecnici da rispettare». Eccola, la politica. «Non c'entra la politica, ci sono proprio dei lavori da terminare per la nuova sede del circolo, nella palazzina Brazzà che si trova alle spalle di Palazzo Barberini». Chissà per quale capriccio del destino, questo gioiello del Barocco è stato sempre teatro di grandi lacerazioni. Quattro secoli prima del cuore del ministro Buttiglione, a dilaniarsi furono i rapporti professionali e personali dei tre grandi dell'epoca, Mademo, Bernini e Borromini. Gli ultimi due si sfidarono in questo palazzo a colpi di scale - il primo la costruì a pozzo quadrato, il secondo la inventò elicoidale -ma era Bernini, soprattutto, ad essere nelle grazie dei Barberini, e a lui venne affidata la realizzazione della loggia vetrata. Fra Bernini e Borromini esplose una rivalità rancorosa ma fecondissima per il Seicento Barocco. Potrebbe nascere una competizione analoga anche fra il ministro Buttiglione e il suo predecessore Veltroni? «Nessuna rivalità - dice Buttiglione - Voglio semplicemente rassicurare il sindaco Veltroni, con il quale non ho ancora parlato, che non esistono ostacoli di carattere politico. Ho sentito il ministro della Difesa, l'onorevole Martino, che non ha sollevato alcuna obiezione e ha mostrato totale disponibilità. Dunque non hanno ragione di essere le preoccupazioni che il sindaco di Roma ha voluto esprimere con le lettere scritte a Martino e a me parlando di una presunta "radicale modifica" dell'intesa siglata nel 1997». Lo sfratto più atteso della città, dunque, si farà. Via il Circolo Ufficiali, al suo posto nuovo spazio - 50 sale, 5 mila metri quadrati in più per ospitare altre collezioni ed arricchire il già cospicuo patrimonio della Galleria nazionale d'Arte antica. Uno sfratto atteso da anni, ma di cui si è tollerata una silenziosa proroga con tanta generosa pazienza da far pensare a molti che forse nessuno volesse davvero schierarsi contro l'Esercito. Ma ora, è il rinnovato impegno di Buttiglione, il cambio della guardia si farà. Escono gli Ufficiali, entrano i caravaggeschi. «Palazzo Barberini - spiega Buttiglione - è un monumento architettonico di tale rilievo e le collezioni che troveranno spazio sono un così grande arricchimento che tutti noi abbiamo piena legittimazione morale a chiedere l'uso di quei locali». Buttiglione è come al solito cauto, non fa date, non fa proclami. Si sbilancia soltanto nel dire che «per Roma ho in mente qualche sorpresa». Anticipazioni? «Un pallino che ho è la fruibilità delle opere d'arte. In Italia abbiamo tantissimi capolavori, più di qualunque altro paese al mondo ma non abbiamo buone condizioni di fruibilità. Voglio dire che dobbiamo rendere interessante per tutti un'esposizione o una mostra. Spesso pensiamo che chi non ama Parte o i musei è un ignorante e peggio per lui se non cerca di migliorarsi. Ma dovremmo anche pensare che il museo è un luogo di istruzione. E allora quando guardiamo un quadro che ha per soggetto un gruppo di martiri, dovremmo poter leggere pannelli dove è raccontata e spiegata la vicenda di quei personaggi, oltre che del pittore e magari del committente, e anche la storia del tempo in cui l'episodio è accaduto». Capire, dice Buttiglione, è la strada della crescita, personale e non solo. «Ma per poter capire - aggiunge - serve qualcuno che sappia spiegare. Altrimenti, se restiamo nel campo delle arti, rischiamo di passare davanti ad un quadro senza venirne coinvolti». Se gli si chiede un museo, per così dire, di riferimento, il ministro non ha dubbi: «II museo di Scienze Naturali di New York, didascalico e coinvolgente, affascinante per tutti». Ma guarda un po', si ispira a New York. Proprio come Veltroni.
Buttiglione: Circolo ufficiali, addio
Il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, annuncia che Palazzo Barberini tornerà ad uso esclusivo della città di Roma. Il Circolo Ufficiali, che occupa il palazzo, verrà sfrattato e sostituito da un nuovo spazio di 50 sale e 5 mila metri quadrati per ospitare altre collezioni della Galleria nazionale d'Arte antica. Il ministro ha espresso il suo dispiacore per l'uscita degli Ufficiali, ma ha sottolineato che i patti vanno rispettati. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha espresso preoccupazioni sulla modifica dell'intesa siglata nel 1997, ma il ministro ha affermato che non esistono ostacoli di carattere politico.
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