BOLOGNA, 23 AGOSTO 2014 - ENORMI SPAZI vuoti abbandonati, un tempo in grado di ospitare centinaia di giovani soldati ma che oggi non sembrano fare gola a nessuno. E quando va male, come nel caso della ex Masini, diventano (facile) preda di occupazioni abusive. Sono le vecchie caserme militari di Bologna, aree di proprietà del Demanio o della Cassa depositi e prestiti. Un patrimonio assolutamente non valorizzato, difficile da vendere e spesso lasciato marcire. LA VISITA al museo degli orrori parte proprio dall'ex Masini, in via Orfeo. La struttura, costituita in parte dai fabbricati dell'ex convento delle Carmelitane Scalze, è andata all'asta diverse volte, ma sempre senza esito. Occupata e sgomberata a stagioni alterne, è oggi dimora di collettivi studenteschi. A detta loro, scopo dell'insediamento è quello di «riqualificare e restituire questo spazio alla città». E in effetti, da novembre 2012, sono tanti i residenti che hanno apprezzato le iniziative organizzate nello stabile. Ma altrettanti, e forse di più, quelli che ne criticano le attività non solo poco convenzionali, ma anche irregolari. NON VA MEGLIO negli altri complessi cittadini, una decina in tutto. Tra i casi di degrado più evidenti, quello della Stamoto, di cui riferiamo a parte. Poi c'è la Perotti, in via Marx, diventata di recente meta di viavai sospetti, come denunciato dagli stessi residenti. A fine 2013, il sindaco Virginio Merola aveva ipotizzato di spostare lì il carcere minorile del Pratello. Ne aveva parlato anche l'allora ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri. Oggi però la faccenda sembra avere imboccato un binario morto, con il penitenziario più vicino a una ristrutturazione che non ad un trasloco. E così, la caserma continua la sua lunga agonia. Tra i tanti problemi, quello della cura del verde. Non è chiaro dove finiscano i confini del ministero e inizino quelli del Comune, e intanto la vegetazione cresce ed è arrivata persino a coprire i cartelli stradali. A parte un paio di eccezioni, come l'ex Staveco o la vecchia caserma Sani, per le quali c'è un progetto di rilancio, la situazione è ferma dal 2007. All'epoca iniziò infatti la dismissione da parte del ministero della Difesa, con l'obiettivo di valorizzare queste aree, in alcuni casi proprio a ridosso del centro. IL DEMANIO ciclicamente ci riprova (sono previsti anche bonus per i Comuni in caso di vendita), ma di piazzarle non se ne parla. Lampante è il caso dei locali dell'ex Birreria della caserma Mameli, rimessi all'asta proprio a metà luglio. Unica eccezione, in tal senso, sono le realtà più piccole, come l'ex teatro della caserma Minghetti e il Compendio di Monte Paderno, finiti nelle mani dei privati. Per il resto, la linea è chiara: l'esercito non ha più le forze per vigilare su tutte queste aree, le irruzioni continuano e il degrado pure. E di questo passo, la situazione non può che peggiorare.
Degrado, bivacchi e occupazioni. Così muoiono le vecchie caserme
A Bologna, le caserme militari abbandonate sono state oggetto di critiche per il loro stato di degrado. Alcune sono state occupate da collettivi studenteschi, che intendono riqualificare lo spazio. Tuttavia, altri complessi sono stati criticati per le attività irregolari e il degrado. Il sindaco Virginio Merola aveva ipotizzato di spostare il carcere minorile del Pratello in una di queste caserme, ma la faccenda sembra essere stata dimenticata. La cura del verde è un altro problema, con la vegetazione che copre i cartelli stradali. Il Demanio continua a cercare di valorizzare queste aree, ma senza successo.
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