Soprintendente di Palermo CON riferimento all'articolo di Sara Scarafia «I monumenti all'esame dell'Unesco tra degrado, incuria e sporcizia», pubblicato a pagina IX delle pagine palermitane di La Repubblica del 21 agosto 2014, si ritiene necessario fare una precisazione in merito alla descrizione del presunto stato di abbandono dei padiglioni esistenti a ridosso del monumento della Cuba. Si tratta infatti di edifici già appartenenti alla Caserma e oggi in consegna alla Soprintendenza per i Beni culturali di Palermo, che sono inibiti al pubblico e si trovano fuori dal percorso di visita, sui quali la Soprintendenza non è potuta ancora intervenire. Per il recupero di tali padiglioni è stato redatto un progetto, in attesa di finanziamento dal 2006. Il soprintendente è indignato, perché nonostante tutti gli sforzi che si stanno compiendo, in un momento di grande difficoltà economica, per tenere aperti alla pubblica fruizione i monumenti e mantenerne il decoro, gli organi di stampa, invece di ricercare una costruttiva collaborazione, forniscono informazioni che per il tono e il taglio possono ingenerare nel turista e nella cittadinanza la sensazione che la Soprintendenza non si adoperi nell'interesse del patrimonio culturale che le è stato affidato e del suo godimento pubblico. In virtù dello spirito di collaborazione da lei invocato, consiglio alla soprintendente di mettere una fila di cordoli che impediscano ai visitatori di accedere, passeggiando nei viali, agli orrendi padiglioni discarica che non saranno inclusi nel percorso ma che sono facilmente raggiungibili. (sa.s.)
L'Unesco e il degrado dei monumenti
Il soprintendente di Palermo ha risposto a un articolo di La Repubblica che descriveva lo stato di abbandono dei padiglioni esistenti a ridosso del monumento della Cuba. Il soprintendente è indignato perché l'articolo ha creato la sensazione che la Soprintendenza non si adoperi per il recupero di questi padiglioni. Il soprintendente ha spiegato che i padiglioni sono in consegna alla Soprintendenza e sono inibiti al pubblico, ma sono in attesa di finanziamento per il loro recupero. Il soprintendente ha chiesto di non pubblicare informazioni che possano ingenerare la sensazione che la Soprintendenza non si adoperi per il patrimonio culturale.
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