Palermo DA più di un secolo, dal 1909 niente di meno, la spiaggia di Mondello è diventata «demanio privato» grazie alla «complicità » di istituzioni fantasma e incapaci a garantire i diritti dei cittadini. Ovvero di quelle Istituzioni, Regione, Comune, Demanio, e così via, che dovrebbero garantire il libero accesso al mare e non la sua «privatizzazione », peraltro a tempo infinito e contro le direttive europee, della nostra spiaggia, della spiaggia e del mare di tutti i cittadini siciliani e non. Se questo accade da un secolo a Palermo la stessa identica cosa accade a Catania dove la Playa è totalmente privatizzata e sbarrata da stabilimenti balneari che non lasciano spazio al mare libero che viene garantito, si fa per dire, da tre spiagge libere, che dovrebbe gestire il Comune, che in agosto si trasformano in ghetti (vista la loro dimensione rispetto all'enormità di cittadini che vorrebbero usufruirne) per coloro che non possono o non vogliono pagare per accedere al loro sacrosanto diritto: la spiaggia e il mare. E cosa fa il nostro, per modo di dire, governo regionale? Dopo aver fatto marcia indietro sull'aumento delle concessioni pagate pochi spiccioli (siamo o no l'isola delle banane d'oro per privilegiati?) decide di prorogare di altri sei anni tali concessioni ovviamente a beneficio dei padroni del mare, che con tanto di arroganza e purtroppo supportati da sentenze a loro favore e di quei deputati e assessori regionali che vogliono continuare indisturbati a frequentare ossequiati (e gratuitamente) tali stabilimenti.
SICILIA - la spiaggia di Mondello
La spiaggia di Mondello a Palermo è stata privatizzata per oltre un secolo grazie all'incapacità delle istituzioni a garantire il libero accesso al mare. La stessa situazione si verifica a Catania, dove la spiaggia è completamente privatizzata e sbarrata da stabilimenti balneari. Il Comune di Catania gestisce tre spiagge libere, ma in agosto queste si trasformano in "ghetti" per coloro che non possono o non vogliono pagare per accedere al mare. Il governo regionale ha deciso di prorogare di altri sei anni le concessioni pagate per i padroni del mare, continuando a favorire i privilegiati.
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