Si dice che più di metà dell'arte della Terra sia in Italia; di questa, quasi metà sarebbe in Veneto. Per quanto valga questa statistica tutta occidentale (la componente orientale non è ancora catalogata), resta da vedere quanto del patrimonio véneto sia concentrato a Venezia. Dottoressa Nepi Scirè, lei che è sovrintendente al Polo Museale Veneziano cosa risponde? «Lasciando da parte certe statistiche fantasiose, diremmo che non è un caso se il Ministero ha individuato in Roma, Firenze, Venezia e Napoli i quattro poli museali italiani. Proprio perché questi sono considerati i quattro fulcri più importanti del patrimonio storico-artistico italiano che è incredibilmente vasto. Per questo oggi siamo dotati di autonomia amministrativa». E nel mondo? «Potremmo dire Roma, Firenze, Venezia, Parigi, San Pietroburgo, Londra. Ma forse comunque sbaglieremmo, il fatto è che tutta l'Europa è ricchissima, e dell'Oriente cosa dire? Nessuno ancora si è preso la briga di classificarlo, e dunque non si sa. Per certo, l'Italia è il primo paese del mondo, e al suo interno ci sono soprattutto Veneto e Toscana». Come nasce il concetto di museo? «La collezione, il collezionista, colui che ama il bello e lo vuoi possedere. Sin dai tempi dei romani Ma queste collezioni iniziano a diventare pubbliche alla fine del Settecento, nel senso che alcuni palazzi iniziarono ad aprirsi ai visitatori. A Venezia, tappa obbligata del "grand tour" era la collezione archeologica di Palazzo Grimani, che oggi è all'Archeologico, Per converso, dicevano i committenti di Giorgione, che volevano le sue opere per goderne personalmente e privatamente». Museo come collezione, dunque. Ma non si dice che il museo è il luogo della memoria? «Il Museo è nato come luogo pubblico delle Muse, luogo del godimento, ma oggi è essenzialmente un luogo di tutela e di conservazione, nel quale il mutare storico ha creato aggregazioni e stratificazioni di opere di provenienze diverse che hanno mutato il senso iniziale di collezione. In questo senso oggi il museo è anche luogo della memoria. È il caso delle Gallerie dell'Accademia, sono opere importanti che vengono dal territorio non già da collezioni, con il senso nuovo della sua salvaguardia». Però il concetto di Museo oggi è mutato. «Certamente, oltre a luogo di tutela e conservazione, il museo ha ruolo didattico, di testimonianza artistica e storica. Per questo, parliamo di valorizzazione quando, attraverso alcune esposizioni, facciamo conoscere meglio un'opera, un autore, un periodo». Una forma di presa di coscienza culturale che diventa sociale? «Non necessariamente, quello dovrebbe essere il ruolo dei musei civici. Premetto, la maggior parte dei visitatori delle Gallerie è straniera, con un livello di cultura spesso superiore. Amanti e conoscitori della storia dell'arte che vengono a vedere da vicino la grande pittura veneta. Un pubblico assai diverso da quello di Palazzo Ducale e della Basilica che cerca suggestioni di altro tipo. Chi viene all'Accademia ha fatto una scelta culturale, mentre Ducale e Basilica sono luoghi veneziani, e dunque mete obbligate del turismo di massa».
Giovanna Nepi Scirè. Dalla bramosia di possedere la bellezza alla salvaguardia dei valori del territorio
Dottoressa Nepi Scirè, sovrintendente al Polo Museale Veneziano, discute la concentrazione del patrimonio artistico italiano in Veneto, in particolare a Venezia. Secondo la dottoressa, il Ministero ha individuato i quattro poli museali italiani: Roma, Firenze, Venezia e Napoli. Questi luoghi sono considerati i fulcri più importanti del patrimonio storico-artistico italiano, che è incredibilmente vasto. La dottoressa sottolinea che il concetto di museo è nato come luogo pubblico delle Muse, luogo del godimento, ma oggi è essenzialmente un luogo di tutela e conservazione.
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