Torino C'ERA fino a un mese fa un tratto di strada brevissimo ma significativo, nel controviale di corso Vittorio Emanule II, tra Porta Nuova e largo Vittorio Emanuele II, che era perfettamente asfaltato, un biliardo. Era stato sistemato a regola d'arte non più tardi di un anno fa. Sembrava un viatico non tanto verso l'incrocio con corso Re Umberto come vorrebbe la sua funzione primaria di strada ma piuttosto verso un piano di sistemazione efficace, più volte annunciato, delle tante piste da motocross che attraversano la città. Bene, tutto questo oggi non esiste più: una ditta appaltatrice o subappaltatrice è passata con l'aratro per realizzare lavori lampo per conto dell'Aem. Ma, dopo aver concluso l'operazione, con la stessa rapidità la trincea a centro strada è stata richiusa con molta approssimazione, lasciando il manto stradale in condizioni disastrose. Chiedo al Comune: è possibile sanzionare chi ha fatto il danno? Oppure si può fare in modo che chi lo ha provacato riporti l'asfaltatura nelle condizioni in cui l'aveva trovata? Credo che per ciclisti e motociclisti in alcuni tratti ci sia anche una questione di sicurezza. Immagino pure che il Comune non possa nemmeno accampare la solita scusa «bambole, non c'è una lira», visto che almeno stavolta dove soltanto far rispettare la cosa pubblica da un privato che evidentemente non ne ha riguardo. E pensa, forse nel giusto, che tanto la farà franca.
PIEMONTE - La strada devastata dall'appaltatore
Un tratto di strada nel centro di Torino, che era stato asfaltato per un biliardo, è stato ripristinato con lavori di ripristino, ma con molta approssimazione. La strada è tornata in condizioni disastrose, causando preoccupazioni per i ciclisti e i motociclisti. Il Comune potrebbe sanzionare chi ha causato il danno o farlo ripristinare da chi lo ha danneggiato. La situazione è considerata una questione di sicurezza e il Comune non può accampare scuse per non poter rispettare la cosa pubblica.
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