Già 500 firme tra docenti e archeologi. Negli Scavi senza controlli ancora scempi NAPOLI - Le firme raccolte fin'ora sono 504. E' la petizione partita da Bruxelles per salvare Pompei. Da chi? Questo sul sito Avaaz.org non si dice. Si spiega solo che «serve la nostra solidarietà» per salvaguardare il sito. Si chiede al governo italiano di fermare il degrado, spendere bene e entro il dicembre 2015 i soldi europei, ben 105 milioni. E si chiede all'Europa di sorvegliare e nel caso di intervenire subito. L'iniziativa è stata, nel marzo scorso, di una docente belga di origini italiane, Franca Rossi. Hanno aderito docenti universitari, archeologi e intellettuali di tutta Europa. Sul sito è possibile leggere le firme. Un esempio di come Pompei sia un patrimonio italiano a cui l'Europa è molto sensibile. Ma c'è ragione di essere preoccupati? Vorremmo, di tanto in tanto, scrivere qualcosa di positivo. Abbiamo sottolineato come ci sia stato il record di turisti nel week end di Ferragosto con quindicimila visite al giorno, e come rispetto all'anno scorso siano aumentati del 10 per cento. Ma poi? Veniamo alle ultime segnalazioni. La più recente è una foto postata su Facebook. Ritrae un gruppo di turisti, studenti americani, nella casa del Menandro. Uno dei ragazzi è appoggiato con la schiena e un piede a un muro della Domus (foto a destra). Affrescato, naturalmente, da un artista di duemila anni fa. Una foto che come un pugno in pieno viso ribadisce il tema della mancanza di custodi e di controlli negli Scavi. Negli ultimi mesi un affresco è stato rubato, recuperate per caso tessere di mosaico e pezzi di colonna che altri due turisti avevano tentato di trafugare. E quello che non si sa? Un'altra segnalazione arriva da via di Castricio. Una scritta elettorale del primo secolo rischia di cadere. L'intervento di restauro è consistito in un un cartone messo davanti al vetro per non far vedere lo scempio. «Sì - spiega Antonio Irlando dell'Osservatorio patrimonio culturale - c'è da preoccuparsi».