Sembra impossibile, invece nel 2014, in pieno centro a Roma (siamo dietro a Fontana di Trevi, che più centro non si può) si scopre che è stato possibile «allargare» un hotel, portandolo dalle originarie 25 stanze a 71, senza che se ne accorgesse nessuno: né vigili, né municipio, né sovrintendenza. Un gioco di prestigio degno del mago Houdini. Come hanno fatto? Il trucco c'è e si vede: i proprietari dell'albergo, negli anni hanno acquistato le strutture confinanti con l'hotel e poi, tranquillamente, hanno aperto il cantiere e ristrutturato. Hanno sfondato muri, costruito bagni, corridoi, salotti, hanno «creato» circa novanta stanze in più, e le hanno arredate. E nessuno ha visto niente. Provateci voi ad abbattere abusivamente un muro divisorio nella vostra casetta da 70 mq. Non farete in tempo a sferrare i primi colpi di martello che arriveranno i vigili i quali, dopo aver constatato la mancanza di autorizzazioni, sequestreranno tutto. E senza troppe storie. Invece a Fontana di Trevi, dove la sorveglianza per questo tipo di abusi dovrebbe essere massima, si è potuto agire indisturbati per tutto il tempo necessario a «triplicare» un hotel. Sia chiaro: giovedì è intervenuto il Campidoglio, per l'esattezza il Dipartimento promozione del turismo e della moda, che ha provveduto a mettere i sigilli a tutte le camere in eccesso, e a denunciare il titolare della struttura. Inoltre, la partita adesso passa alla Guardia di Finanza, che dovrà calcolare il danno che ha ricevuto l'Erario, visto che si parla di circa due milioni di euro illegalmente percepiti grazie alle stanze «abusive». E il fatto che sia arrivata una sanzione, anche se in colpevole ritardo, è segno che qualcosa si sta muovendo in questa città continuamente umiliata da simili comportamenti. Detto questo, resta la domanda iniziale: come è stato possibile non vedere lo scempio che stava accadendo in pieno centro e sotto la luce del sole? Probabilmente il turismo è destinato a diventare l'unica vera risorsa economica della nostra città. Si vede dalla crisi che ha colpito le altre direttrici di sviluppo economico-storiche della nostra città, la pubblica amministrazione, il commercio e il mattone. E si vede anche dagli investimenti , che arrivano con più facilità laddove si parla di industria del divertimento (vedi l'ultimo parco a tema, Cinecittà World, nato sulla via Pontina). Ma proprio perché il turismo sarà sempre più fondamentale per Roma, ancora più importante sarà costruire un sistema di regole che permetta uno sviluppo «sano», che possa accompagnare virtuosamente la crescita (se ci sarà) della città, e per non ridurre Roma a un'accozzaglia autarchica di imprenditoria stracciona e illegale e di commercio senza regole. L'amministrazione, dopo un periodo di stallo, sembra benintenzionata (guerra agli ambulanti, piazze storiche liberate da «tavolino selvaggio»), ma è importante accelerare e non fare sconti a nessuno. Soprattutto a chi omette i controlli, ultima frontiera contro l'illegalità.