Lo scorso primo 1 agosto la Regione Siciliana ha provveduto ad un atto piuttosto straordinario. Ha infatti sospeso tutti e nove i Soprintendenti ai Beni culturali presenti in Sicilia. Un atto che, oggi, a distanza di quasi un mese, Italia Nostra continua a non comprendere. Il provvedimento, come ovvio, riguarda anche la realtà iblea (nella foto la sovrintendente di Ragusa Rosalba Panvini) che vive, in comunione con le restanti provincie, la non facile situazione dovuta ad una decisione senza precedenti e, soprattutto, senza adeguate soluzioni. Il giudizio di Italia Nostra è perentorio e critico nei confronti del governatore Rosario Crocetta. "Premesso che la continuità amministrativa è condizione indispensabile per ben operare - spiegano dall'associazione ambientalista - non si comprende né l'utilità, né la ragione di tale provvedimento. Esprimiamo viva preoccupazione per gli effetti negativi che simili provvedimenti possono determinare sulle azioni di salvaguardia del patrimonio storico, artistico e ambientale poste in essere dalle Soprintendenze. Provvedimento che, inevitabilmente, induce ad un indebolimento, ad una sospensione dei presidi di tutela". Per sottolineare l'importanza del ruolo delle Soprintendenze, basti citare alcuni dei casi più rilevanti su scala provinciale che riguardano anche questi uffici regionali. Dalle concessioni edilizie, vedasi il recente caso dello chalet nella spiaggia di Randello, alla tutela del patrimonio artistico di un territorio che vanta ben 18 monumenti ricadenti in area riconosciuta come patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Senza dire dei rilevanti siti archeologici di Kamarina e Kaucana. Ente che oggi, in piena stagione estiva, rischia di rimanere acefalo in attesa di nuove nomine. Anche su questo punto la voce di Italia Nostra è chiara. "Gli interessi economico-speculativi che le Soprintendenze devono fronteggiare nell'Isola - spiegano - sono molteplici e consistenti e gli attacchi al loro operato numerosi e continui. La sospensione dei massimi dirigenti non è un buon segnale in quanto foriera di avvicendamenti che, di fatto, interrompono sia l'indirizzo culturale sia l'operatività di ciascuna Soprintendenza. In Sicilia, l'autonomia, pessimamente interpretata, ha prodotto guasti, estese devastazioni ambientali, dolorose cancellazioni. Fino a quando dobbiamo subire tutto questo, nel Belpaese, nella nostra straordinaria Sicilia? ". A. L. M. 23082014